Roberto Schilirò, presidente dell'assemblea dell'Unione dei Comuni

TAORMINA – L’Unione dei Comuni Naxos-Taormina prende posizione a difesa dell’ospedale San Vincenzo di Taormina. L’ente comprensoriale di cui fanno parte Taormina, Giardini, Letojanni, Castelmola, Mongiuffi Melia e Gallodoro ha deliberato, infatti, una mozione che intende tutelare i reparti del presidio di contrada Sirina dal pericolo del depotenziamento ma anche e soprattutto in riferimento alla necessità di risolvere diverse criticità già in atto.

A margine della mozione si chiede, inoltre, la permanenza a Taormina del Ccpm (Centro Cardiochirurgia Pediatrica del Mediterraneo), per il quale sono tornati d’attualità i rumors del rischio di un trasferimento in altra sede. Alla seduta che ha affrontato il “caso San Vincenzo” erano presenti con il presidente dell’assemblea dell’Unione dei Comuni, Roberto Schilirò e con tutti i consiglieri anche il sindaco di Giardini, Giorgio Stracuzzi, e il sindaco di Castelmola, Orlando Russo (presidente dell’Unione).

“L’Unione è stata compatta e determinata, con la votazione di questo atto, nel porre in evidenza la necessità di difendere l’ospedale del nostro territorio – evidenzia il presidente Schilirò -. Questa sintonia di intenti è un segnale importante e fa capire che siamo tutti concordi nel voler tutelare il “San Vincenzo” e nel sollecitare alla sanità regionale che si affrontino i problemi in atto in vari reparti. Allo stesso modo auspichiamo che il Ccpm rimanga a Taormina. L’ospedale è un bene del comprensorio, è punto di riferimento per la comunità e questa mozione è solo il primo passo dell’azione che intendiamo portare avanti”.

La mozione esitata è stata presentata dal consigliere Massimiliano Pizzolo (consigliere dell’Unione e del Comune di Castelmola) con il supporto dei consiglieri Fabio D’Allura e Pina Raneri.

Massimiliano Pizzolo

“Nell’interesse delle comunità che rappresentiamo, stiamo agenda a tutela del diritto alla salute. – afferma Pizzolo -. I pazienti devono essere curati in condizioni dignitose e ottimali. Gli operatori della struttura devono, invece, lavorare nella massima serenità. Bisogna recuperare tutte le notizie utili sulle necessità per il potenziamento dell’ospedale per tramutarle in istanze da consegnare ai primi cittadini del comprensorio, che attraverso la conferenza dei sindaci preposta, ne chiedano l’inserimento a risolvere le differenze vissute dalla struttura”.

“Gli operatori sanitari – aggiunge Pizzolo -, da quel che risulta lavorano in condizioni precarie e di grande sofferenza dovuta alla carenza di organico e al numero limitato di presidi ospedalieri in zona. Da alcune fonti attendibili si è appreso che in alcuni reparti mancherebbe diverso materiale sanitario, come ad esempio siringhe. L’ospedale di Taormina si fa carico, come sappiamo, di un’ampia utenza proveniente da Giarre, da Santa Teresa di Riva e da tutta la Valle dell’Alcantara. Ad oggi medici ed infermieri sono costretti a fare i salti mortali per rispondere in maniera dignitosa alle tante richieste di intervento”.

© Riproduzione Riservata

Commenti