ROMA (ITALPRESS) – Ci vorranno dai 7 ai 13 mesi prima di tornare in Italia alla normalità, alla vita di quando il Covid non era comparso provocando morti e costringendo il mondo intero a cambiare il proprio stile di vita. E’ la previsione del direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, che durante l’audizione in commissione Sanità al Senato sui vaccini contro il coronavirus, ha fornito un possibile scenario su quando l’Italia potrebbe tornare a una possibile parvenza di normalità. “Se prendiamo il caso che ci potrà essere una protezione dell’infezione e una durata di immunità di almeno 2-3 anni, senza nessun rilassamento sulle misure di distanziamento e vaccinando 240mila persone al giorno, riusciremo nel giro di 7-13 mesi a tornare a uno stile di vita pseudo-normale”, ha affermato. Durante l’audizione, Rezza ha assicurato sull’aumento delle dosi disponibili a partire dal secondo trimestre. “Abbiamo tre vaccini disponibili, ad aprile probabilmente arriverà il quarto e ne avremo altri in pochi mesi. Nella seconda metà del trimestre dovremmo essere organizzati per un’accelerazione della campagna vaccinale”, ha spiegato. Rezza ha poi rassicurato sull’efficacia dei vaccini anche contro la variante inglese, più complesso il discorso per le altre varianti circolanti. “Sappiamo che i vaccini hanno un’efficacia elevata sulla variante inglese; su quella brasiliana e sudafricana c’è una riduzione parziale dell’efficacia, ecco perchè bisogna contenerle”. Intanto, la maggiore disponibilità di vaccini potrebbe influire già dai prossimi giorni sul piano vaccinale. “Giovedì contiamo di andare in Conferenza Stato-Regioni con nuove raccomandazioni ad interim e che contengono una maggiore flessibilità del piano vaccinale”, ha concluso Rezza.
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