Corso Umberto di Taormina nel week-end appena trascorso

La resa dei conti finale tra la Città di Taormina (e tutto il comprensorio) ed il Coronavirus è ormai prossima all’orizzonte. Alle porte di un’altra Pasqua che sarà bloccata dall’emergenza sanitaria, la capitale del turismo siciliano ma più in generale l’intero polo turistico che comprende anche Giardini Naxos, Letojanni e Castelmola, spinge per stringere i tempi delle vaccinazione e per uscire da una paralisi permanente del turismo e dell’economia che va avanti ormai da un anno esatto.

Al momento si contano complessivamente tra Taormina e l’hinterland soltanto 22 contagi (3 a Taormina e 19 e Naxos), i numeri sono probabilmente tra i migliori in assoluto in ambito nazionale e bisogna insistere e resistere, andando avanti anche da qui alle prossime settimane con la prudenza e il rispetto delle norme di contrasto alla diffusione del virus. Il comprensorio di Taormina lo sa e continua a resistere all’ennesimo assalto del nemico, che minaccia la terza ondata. Per questo rimaniamo convinti che la gente ci stia mettendo sul serio del suo, con intelligenza e consapevolezza della realtà, cercando di tenere alla porta la minaccia e così mettere questo territorio nelle condizioni ideali di farsi trovare pronti all’appuntamento con la vaccinazione.

Allora questa resistenza va premiata dallo Stato, che sinora ha perso troppi mesi per dotarsi dei vaccini. Taormina vive di turismo e non può aspettare l’autunno ma neanche giugno o luglio per le vaccinazioni. Non c’è un minuto da perdere ed è legittimo e condivisibile che si stia facendo sempre più pressante la spinta degli operatori economici  per accelerare il via alla vaccinazione di massa, stavolta per tutti e senza più vincoli temporali di categorie.

La stagione turistica incombe, c’è poco da dire e non occorrono grandi discorsi: o si parte subito con la vaccinazione e si fa in fretta o sarà un altro disastro. E se il 2020 è stato un flop ma per certi versi con effetti contenuti in alcuni casi perché qualcuno aveva messo in precedenza qualcosa da parte con i fatturati degli anni precedenti, stavolta i risparmi sono finiti. Siamo al punto di non ritorno e tante famiglie e altrettante imprese si giocano tutto. L’estate che verrà diventa il bivio di una vita per chi rischia di non poter ripartire e per chi temere di affondare. C’è un tessuto sociale e commerciale che barcolla ma non molla, e che tuttavia ha ormai il fiato sul collo degli avvoltoi che fiutano “l’odore del sangue” e aspettano il momento buono per fare affari da queste parti a prezzi di comodo.

La battaglia per ottenere la previsione di un Covid hub sta portando, intanto, al risultato atteso, c’è il via libera della Regione e dell’Asp, che ora dovranno tradursi in atti formali, e la grande speranza è che si possa partire entro il mese di aprile per rendere praticabile il tentativo di ribaltare la situazione e salvare il salvabile di questa stagione turistica. Il vaccino non farà miracoli ed è evidente che nessuno è così folle da pensare che il giorno dopo rivedremo subito Un milione di turisti e 700-800 mila stranieri all’anno da queste parti, perché la pandemia non è finita e anzi la confusione e l’incertezza regnano sovrane, e ci mancavano soltanto queste maledette varianti a complicare il quadro.

Ma con la vaccinazione di massa, di tutti i cittadini, e quindi di tutti gli operatori economici e lavoratori del territorio, potrà iniziare un’altra partita e a quel punto Taormina e il comprensorio inizieranno a respirare e ci saranno le basi per guardare ad una ripartenza, graduale ma reale e non più impossibile. E’ il tempo della speranza e dell’ottimismo, di guardare al domani senza illudersi ma anche senza deprimersi ulteriormente. Soprattutto c’è bisogno di inseguire con determinazione il fine collettivo della ripartenza, senza alcun distinguo, senza il negativismo cosmico dell’inutile pletora di bastian contrario, di sapientoni della pandemia, virologi da tastiera e asini travestiti da leoni.

La crisi è pesante e le belle parole stanno a zero se l’economia non riparte, serviranno anni per risalire la china. Ma il primo passo verso la svolta bisogna provare a farlo adesso. Se arrivano finalmente i vaccini la crisi si potrà combattere e si potrà iniziare a tornare a una vita (quasi) normale. Il resto, qui, lo farà la bellezza immortale del territorio, che non tramonta e sa come tornare ad affascinare la gente.

 

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