Mauro Passalacqua

TAORMINA – “Il Consorzio Rete Fognante necessita di un cambio di passo immediato. O i Comuni garantiscono all’ente le risorse che servono per garantire la funzionalità degli impianti o tra 15 giorni accadrà anche a Letojanni quello che è successo a Giardini Naxos”. Lo ha dichiarato il presidente del Consorzio, Mauro Passalacqua, che così fa il punto della situazione dopo l’avvenuto sequestro del depuratore di contrada Pietre Nere (Giardini Naxos), operato dalla Polizia di Stato e Guardia di Finanza. Passalacqua spiega in particolare come si è arrivati all’attività ispettiva che ha rilevato quella che viene ritenuta “una grave situazione di contaminazione ambientale, riconducibile al malfunzionamento e cattivo stato di manutenzione e gestione di varie sezioni di trattamento delle acque reflue”. In particolare, è stato riscontrato infatti lo sversamento di reflui non depurati nell’alveo del fiume Alcantara, sia dalla condotta di “troppo pieno”, sia da quella terminale del depuratore.

“Siamo andati avanti per molto tempo senza Cda e senza assemblea, nonostante avessi sollecitato a più riprese la necessità di fare in fretta, e l’unica forma di operatività sono state le mie determine che assegnavano, di volta in volta, le somme al dirigente per cercare di mantenere gli impianti in una condizione di funzionalità – spiega Passalacqua -. Solo dopo un anno è stata ricomposta dai sindaci l’assemblea e quindi il Cda. Non avendo bilanci approvati, e non ricevendo i pagamenti da parte dei quattro comuni, siamo andati in sofferenza. Sin qui il Consorzio aveva retto bene e le analisi fatte sulle acque avevano dato risultati ottimi, poi sono rimaste a disposizione sole due unità di personale, una a Naxos e una a Letojanni. Gli impianti, alla fine, hanno subito sofferenze inevitabili e nel caso di Giardini parliamo di una struttura vecchia che ha bisogno di lavori continui. Soprattutto su Giardini servivano risorse di cui l’ente non disponeva e soltanto negli ultimi giorni la situazione è precipitata. La sera prima del sequestro dell’impianto avevo fatto una determina in cui assegnavo ulteriori somme al dirigente, per un importo di 110 mila euro, al fine di ripristinare la funzionalità degli impianti e chiedevo che si lavorasse anche sabato e domenica per cercare di evitare i disagi”.

“Abbiamo fatto sinora più del possibile – continua Passalacqua -. Abbiamo anche contattato un segretario generale visto che i quattro comuni non avevano modo di supportarci con questa figura. Ma quando c’è bisogno di risorse economiche e umane, se poi non ci sono, alla fine emergono i problemi. Dallo scorso gennaio abbiamo dovuto lasciare il personale a casa. Negli ultimi giorni il depuratore di Giardini è andato in sofferenza e non c’era modo di acquistare materiali. In questi giorni abbiamo fatto delle riunioni e informato i Comuni della necessità di un sostegno per riportare gli impianti in efficienza. Non si possono fare “miracoli” se poi non c’è modo di spendere per gli impianti, perché sino ad un mese fa non c’era l’assemblea e l’ente attende circa 3 milioni e mezzo dai comuni. Ci ho messo la faccia e mi sono assunto molte responsabilità anche non mie. Sarò sempre grato per la fiducia che mi è stata data ma ora rifletterò se ci sono le condizioni per andare avanti. Avrei potuto andare lasciare il 1 gennaio ma non l’ho fatto: non abbandono la nave che affonda. Adesso voglio capire se i comuni intendono salvare e rilanciare il Consorzio”.

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