Dopo un lungo periodo di polemiche e una gestione dell’azienda che ha fatto poco (troppo poco) per Taormina, come del resto anche nel capoluogo e nel resto della provincia, finalmente l’Asp Messina cambia passo.

Siamo in “guerra” con un nemico invisibile, dentro i perfidi meandri di una pandemia che non è stata ancora una sconfitta ma una piccola (confortante) cosa almeno la sappiamo e cioè che in questo momento seduto sulla prima poltrona dell’Asp c’è un manager che vuole dare risposte al territorio. E soprattutto – per quanto ci riguarda – c’è un dg “amico” di questo territorio, che sta dedicando la giusta attenzione al comprensorio di Taormina e all’hinterland compresa anche la Valle dell’Alcantara. Parliamo del primo polo turistico siciliano che lotta contro il flagello del Coronavirus e spinge per ottenere al più presto la vaccinazione di massa.

In fondo al tunnel si comincia ad intravedere un barlume di luce e la svolta che comincia a prendere forma porta il nome del nuovo dg dell’Azienda Sanitaria Provincia di Messina, Bernardo Alagna. Il direttore sanitario, attuale reggente ad interim della direzione generale, si è insediato da pochi giorni alla guida dell’Asp ma non ha perso tempo e sta mettendo in campo un’operatività che non si vedeva da parecchi anni al timone degli uffici di Viale Boccetta.

Se il buongiorno si vede dal mattino, si può dire che il Distretto di Taormina oggi inizia a non essere più “periferia dell’Asp” come troppe volte si è visto in una maniera mortificante e inaccettabile. Ci sarà tanto da fare e la strada è tutta in salita, ma stavolta ai posti di comando dell’Asp c’è una figura che ha le idee chiare e può dare la scossa invocata da tanti cittadini e altrettanti operatori della sanità.

Alagna ha impresso subito l’auspicato cambio di passo all’Asp e dal momento in cui ha preso in mano le redini dell’azienda non si è più fermato un attimo, meritandosi l’apprezzamento dei vari amministratori locali. All’Asp non è arrivato un “marziano”, ma in fondo non servono miracoli, semmai poche cose che vengano fatte bene e dando risposte alla gente.

Alagna ha la capacità di dialogare e mediare le posizioni, sa ascoltare e ha l’onesta consapevolezza che la sanità messinese è approdata allo sfascio, ad un passo dal punto di non ritorno, sull’orlo di un baratro.

L’attuale dg d’altronde è uno che viene dalla “cultura del fare”, già dimostrata nella sua carriera in altri ambiti, come nella riorganizzazione della rete 118 regionale. Adesso alla prova del nove con l’Asp, poteva farsi trascinare anche lui nel disastro dell’immobilismo e invece sta dando prova di quella concretezza di cui hanno un gran bisogno i cittadini e di cui necessitano da tempo immemore gli operatori sanitari.

Nel caso di Taormina, Alagna ha risposto subito alla richiesta di effettuare un sopralluogo ai parcheggi per approntare un hub vaccinale e al suo arrivo a Taormina non ha avuto dubbi nel ritenere fattibile questa iniziativa sollecitata da tutta la popolazione di Taormina ma anche dei vicini centri di Giardini Naxos, Castelmola e Letojanni.

“Ci stiamo muovendo per poter realizzare, di concerto con l’assessore Razza – spiega Alagna -, dei centri vaccinali non solo a Messina ma anche nelle diverse zone della provincia. In questo senso Taormina è un’area strategica di straordinaria importanza, dove c’è un’esigenza non soltanto di carattere sanitario ma anche economico. Il Covid Hub al Lumbi può consentire di vaccinare quante più persone non appena sarà possibile ma è anche uno strumento strategico per riattivare l’economia turistica e venire incontro ai tanti operatori di un territorio che vive di turismo stagionale e sta soffrendo una grave crisi. In Grecia e in Inghilterra si sta facendo questo tipo di ragionamento e anche qui è questa la strada che vogliamo percorrere”.

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