Teatro Antico di Taormina

TAORMINA – Il Comune di Taormina avvia una nuova azione, stavolta nei confronti della Regione Siciliana, nel tentativo di ottenere il recupero del credito da quasi Un milione di euro derivante da una sentenza della Corte dei Conti (sezione giurisdizionale per la Regione Sicilia) inerente il mancato introito di proventi del Teatro Antico. Si tratta di una contesa che riguarda il periodo in cui il servizio di biglietteria del Teatro Antico veniva gestito dalla Novamusa Srl, a suo tempo concessione regionale quando al Comune di Taormina spettava poi il 30% dei proventi sui biglietti di ingresso al Teatro Antico.

La Giunta del sindaco Mario Bolognari, con iter a cura dell’assessore al Contenzioso, Graziella Longo, ha incaricato adesso l’avv. Fabio Di Cara per procedere contro la Regione su una vicenda che si trascina irrisolta ormai da diversi anni. Con sentenza emesso il 6 maggio 2014 dalla Corte dei Conti, la società Novamusa Srl è stata condannata al pagamento in favore del Comune di Taormina della somma di 965 mila 909,01 euro. La società Novamusa Srl ha proposto poi appello contro la superiore sentenza, innanzi alla Corte dei Conti – sezione giurisdizionale della Regione Siciliana e con sentenza del 1 dicembre 2015 fu dichiarato inammissibile il ricorso in appello, rimanendo quindi confermata la sentenza di primo grado. La Novamusa, però, non si è arresa e ha presentato successivamente un ulteriore ricorso in Cassazione che si è concluso con relativa sentenza nel 2018. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società. A quel punto, con determina del 28 giugno 2017, il Comune di Taormina ha conferito incarico ad un legale, l’avvocato Fabio Di Cara, per promuovere un’azione esecutiva finalizzata ad ottenere il recupero del credito delle sentenze che hanno dato esito favorevole al Comune di Taormina. Nel maggio 2019 l’avv. Di Cara, avendo appurato che con sentenza n.73 del 29 gennaio 2019, emessa dal Tribunale di Roma, la società Novamusa Srl era stata dichiarata fallita, ha invitato il Comune a valutare l’opportunità di un’insinuazione al passivo e, di conseguenza, del Giunta del sindaco Mario Bolognari ha dato mandato al proprio legale per insinuarsi nella procedura di fallimento dichiarato nei confronti della Novamusa. Si va, adesso, verso un ulteriore passaggio della contesa, con il Comune di Taormina che vuole recuperare la somma vantata e proporrà un’azione giudiziaria contro la Regione, in forza delle sentenze sulla base delle quali l’ente locali risulta creditore.

“Emerge, in relazione alle somme dovute al Comune di Taormina, che a parere dello scrivente – afferma l’avv. Di Cara – le inadempienze del concessionario regionale del servizio di riscossione di biglietteria (Novamusa), non possono essere opponibili da parte della Regione Siciliana nei confronti del Comune di Taormina. Ciò atteso che quest’ultimo, essendo totalmente estraneo al rapporto di concessione della gestione del servizio di biglietteria sottoscritto dalla Regione con Novamusa, certamente vantava e vanta nei confronti della Regione Siciliana un credito pari al 30% degli incassi della biglietteria del Teatro Greco (quantificato nella sentenza della Corte dei Conti) proprio solo ed esclusivamente in forza della più volte richiamata convenzione del 2011, sottoscritta tra Comune di Taormina e Regione Siciliana, che era e resta unica debitrice nei riguardi del Comune di Taormina.

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