TAORMINA – La sfida è iniziata, la strada è tutta in salita ma il primo polo turistico siciliano vuole provare a stringere i tempi per ottenere subito la vaccinazione di massa contro il Coronavirus, che non soltanto metterebbe in salvo i cittadini di questo territorio dal rischio di nuovi contagi ma diventerebbe anche il punto di svolta per mettere in sicurezza piccole e grandi imprese che vedono il baratro di fronte alla prospettiva di una seconda estate consecutiva senza turismo.

La richiesta che potrebbe essere avanzata è quella di poter ottenere le dosi per la somministrazione del vaccino ai cittadini di Taormina, Giardini Naxos, Letojanni e Castelmola, per una “cintura” residenziale cioè di circa 24 mila persone da immunizzare in vista del periodo in cui solitamente questo comprensorio viene raggiunto, tra l’altro, non solo da turisti provenienti dall’estero ma anche dal maggior numero di flussi di avventori “mordi e fuggi” che si muovono da ogni parte della Sicilia. Occorre, anche tenere conto che diverse vaccinazioni sono già state effettuate per gli operatori sanitari e le forze dell’ordine.

Viste le difficoltà che stanno riguardando l’Italia nel reperimento dei vaccini, la soluzione che potrebbe spostare gli equilibri è quella di una vaccinazione sul modello inglese. Per non dover andare incontro ad un “No” già impacchettato in partenza alla richiesta di anticipare la vaccinazione qui, e per non sentirsi dire che “non è possibile o che le dosi non bastano”, si potrebbe cioè ipotizzare di richiedere i quantitativi necessari per la prima dose.

In sostanza, se i 24 mila residenti dei quattro comuni necessiterebbero di circa 48 mila dosi e ad oggi è già in atto una battaglia feroce sul territorio nazionale anche su qualche migliaio di dosi, potrebbe essere presa in considerazione l’opportunità di replicare la strategia seguita in Gran Bretagna, dove intanto hanno deciso di vaccinare subito tutti con la prima dose e programmare per una fase successiva il richiamo. Non a caso, in questo modo in Inghilterra i contagi sono crollati, 17 milioni e 700 mila persone sono state vaccinate in un paio di settimane e ora si sta tornando progressivamente alla vita normale, con una serie di aperture. Ricordiamoci che ad oggi qui si contano 21 contagi in 4 comuni, dato che tutti si augurano rimanga tale e anzi si abbassi ulteriormente ma con questo virus bastardo il rischio è che, senza la popolazione vaccinata, poi dei casi di positività possano arrivare dall’esterno e vanificare, a quel punto, i comportamenti esemplari avuti dai cittadini del taorminese.

Nei luoghi come Taormina, Giardini Naxos e Letojanni serve, insomma, una svolta, ora e non fra qualche mese, non per “capriccio” e neanche perché qualcuno si sia persuaso che l’ombelico del mondo si sia spostato da queste parti. Si dirà – lo ripetiamo – che gli aerei oggi sono fermi e senza quelli non si canta messa ma la gente inizia a stancarsi di restare incatenata in casa e se avrà una destinazione sicura da poter raggiungere, non ci penserà due volte a programmare una vacanza. Scordiamoci i numeri dell’era pre-Covid ma un punto di ripartenza va individuato.

Di fronte ad un territorio che è il motore dell’economia della Sicilia, muove grandi interessi  e ha pochi eguali anche nel Mezzogiorno italiano, c’è da fare una scelta di campo. Possiamo scegliere di attendere in religioso silenzio che faccia il suo corso l’attuale piano nazionale, che per la sua lentezza rischia di decretare la morte di attività alberghiere, ristoranti, bar e negozi, con tutto ciò che ne consegue per migliaia di famiglie che vedranno in faccia la povertà e migliaia di posti di lavoro che andranno in fumo. Oppure si può (e si deve) lottare, come faranno altre località che si stanno organizzando, cercare di trovare una soluzione immediata che porti al reperimento di almeno 24 mila dosi che possono significare la vita per un intero comprensorio.  La missione è complicata ma non impossibile, la salvezza è ad un passo ma il disastro lo è altrettanto. Servono i vaccini subito prima dell’estate e bisogna andare a chiederli, provarci con la presunzione di poter vantare quello che rappresenta questo territorio per la Sicilia, per l’Italia e nel mondo. Altrimenti – senza offesa per nessuno – è inutile perdersi in grandi discorsi e fare tavoli, salotti e divani a Palermo per programmare un lungo elenco di spettacoli più belli del mondo quest’estate al Teatro Antico, di nuovo per pochi intimi e con zero vantaggi per l’indotto. Cui prodest?

© Riproduzione Riservata

Commenti