Stando ai dati aggiornati di queste ore sono oltre 100.000 i siciliani che hanno ricevuto entrambe le dosi di vaccino anti-Covid in Sicilia, mentre ammonta a 239.788 il numero totale delle somministrazioni. Erano state consegnate 304.235 dosi, e dunque la percentuale è del 78,8%. Siamo di fronte, insomma, ad un dato incoraggiante ma che non può bastare per imprimere una svolta e allora, evocando uno storico titolo di un quotidiano che usò questa espressione in occasione del terremoto dell’Irpinia, lo diciamo anche noi: “Fate presto”. Per lasciarsi alle spalle l’emergenza Coronavirus, e per impedire soprattutto che le varianti possano complicare la situazione, si deve cambiare passo e bisogna accelerare con le vaccinazioni.

Le chiacchiere stanno a zero, è fondamentale che si eseguano decisamente molto più rapidamente le operazioni di vaccinazione, a maggior ragione in un territorio come la Sicilia che vive di turismo e dove si sta avvicinando un’altra stagione che rischia di essere un altro disastro. E se i vaccini non arrivano, il governo siciliano si faccia sentire a Roma e alzi la voce come fanno altre regioni italiane. La Sicilia non può aspettare, non c’è neanche un minuto da perdere.

Ad oggi le prenotazioni degli over 80 sono attualmente quasi 123 mila. Tra i prenotati 163 hanno più di 100 anni. Le vaccinazioni inizieranno il 20 febbraio. Restano in attesa gli insegnanti, mentre la Regione sembra voler procedere autonomamente nell’acquisizione di nuove dosi.

Nell’isola è cominciata da qualche giorno la fase della campagna con AstraZeneca, che interessa il mondo della scuola e delle Università, le forze armate e di polizia, il personale dei servizi essenziali. Il terzo vaccino è autorizzato, al momento, solo per il target di cittadini tra i 18 e i 55 anni, circostanza che ha portato il governo centrale ad anticipare alcune categorie vaccinali.

In Sicilia le prime dosi vengono inoculate a Palermo, Catania, Messina, Enna, Trapani, Ragusa e Siracusa, per proseguire, a partire da mercoledì, nelle rimanenti province. Oltre al personale sanitario e amministrativo del Sistema sanitario regionale, sono coinvolti i medici della polizia.

Ma lo ribadiamo: si deve fare in fretta, molto più in fretta. Non c’è altro da perdere. Prima si vaccinano le persone, prima si potrà uscire da questa pandemia e tornare alla vita normale.

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