Corso Umberto di Taormina

TAORMINA – “La crisi avanza ma a Taormina appare incomprensibile e inaccettabile l’immobilismo dell’Amministrazione”. Così il presidente dell’Associazione Imprenditori per Taormina, Carmelo Pintaudi torna ad esprimere la sua preoccupazione sull’evoluzione della situazione nella capitale del turismo siciliano e rilancia nuove bordate all’indirizzo dei vertici di Palazzo dei Giurati, invitando il governo della città “a fare la sua parte e a far sentire il suo sostegno agli operatori economici”.

“A Taormina – ha detto Pintaudi – non possiamo aspettare immobili e a braccia conserte che finisca la pandemia, illudendoci poi di ripartire il giorno dopo. L’Amministrazione non può risolvere da sola la crisi ma il Comune non si sta neanche muovendo per creare i presupposti minimi necessari per la ripartenza né per cercare di garantire, intanto, la sopravvivenza del tessuto economico locale. Su tante questioni ad oggi non c’è alcuna soluzione e ci riferiamo, tra i vari esempi, al piano del commercio che non è stato fatto, al decoro urbano che necessita di una svolta e ai suoli pubblici sui quali non c’è il nuovo regolamento. Gli operatori del luogo chiudono e subentrano imprenditori che non sappiamo chi siano davvero. Il nostro territorio non si può esporre così a questa ulteriore “colonizzazione”. Da tempo stiamo facendo una battaglia sul caro-affitti e il Comune ha replicato che non ha “potere” di intervenire sui privati, ma si doveva insistere nel sollecitare i proprietari degli immobili a fare un passo indietro vista la crisi epocale in atto. Invece ci si è limitati a un appello di “circostanza” e oggi in molti casi si continuano ad applicare affitti fuori-mercato, come se non ci fosse stata la pandemia. L’amaro destino di chi ha un fatturato zero ormai da un anno poi è facile prevederlo”.

“Che fine ha fatto la condivisione delle scelte per il futuro?”, evidenzia Pintaudi. “Noi ci stiamo muovendo in sinergia con l’Associazione Commercianti e con l’Associazione Albergatori ma il Comune tira dritto per la sua strada. La programmazione della ripartenza doveva essere concertata con le forze produttive sin dai mesi scorsi, aggiunge il presidente di Aipt, che invece si mostra fuori dal coro di proteste sulla nuova viabilità: “L’unico segnale incoraggiante che si sta dando è sulla viabilità che per noi può essere un passo in avanti. Su questo non ci uniamo al coro di critiche e pensiamo si debba almeno tentare di cambiare qualcosa. Poi si valuterà dopo, ma non si può dire di “no” a priori”.

Aipt auspica che “la politica ascolti gli operatori economici”: “Siamo imprenditori, non questuanti. Vogliamo essere protagonisti della ripartenza, non solo per noi stessi ma per il bene di tutto il territorio. Il vaccino da solo non può bastare a risolvere i problemi, perché gli altri stanno già programmando il domani mentre qui non è stato fatto nulla per arginare il disastro economico. Taormina è una capitale del turismo, deve farsi sentirsi per essere tutelata e sostenuta dallo Stato. Siamo tutti sulla stessa barca, o si cambia mentalità e si ragiona con una visione d’insieme o si rischia di naufragare”.

© Riproduzione Riservata

Commenti