Bisognerà avere pazienza e attendere il 2022 per il momento in cui inizierà la vera ripresa del turismo. Il monito arriva da Toti Piscopo, direttore editoriale di TravelNoStop e delegato Federturismo per Sicindustria. Il 2021, invece, sarà “un altro anno di transizione”, all’insegna del turismo di prossimità. Un’analisi, quella di Piscopo, che va ad interessare in particolare le località che hanno un’economia a vocazione turistica, compresa Taormina che è la capitale del turismo in Sicilia.

“I maggiori indicatori turistici ed economici – ha evidenziato Toti Piscopo – dicono che il 2021 sarà un anno ancora estremamente difficile anche se speriamo che la campagna di vaccinazione generi gli effetti positivi che tutti quanti auspichiamo. La gente è ancora pervasa dallo stato di ansia e di paura che limita a consultare le agenzie di viaggi e a prenotare e c’è anche il rischio, per le poche prenotazioni effettuate, che eventuali zone rosse o arancioni nei prossimi mesi facciano sì che i turisti non possano materialmente partire. Temo quindi che quest’anno avrà la stessa rilevanza del 2020 e laddove si raggiungesse la famosa soglia che tutte quante le realtà siano in zona gialla, si potrà fare affidamento sul turismo “domestico”. Per il medio raggio, molto dipenderà dai vettori aerei e marittimi la cui programmazione è in atto estremamente limitata e flessibile. Io credo dunque che il 2021 sarà ancora un anno di transizione in cui si opererà, ripeto, col turismo domestico come l’anno scorso, mentre quello nazionale e internazionale, sempre che l’aspetto pandemico venga risolto entro quest’anno, riprenderà nel 2022 con una ripresa lenta e graduale che potrà maturare nel 2023, con la ripresa del turismo internazionale e di fascia medio alta”.

“Purtroppo, gli effetti della pandemia sono assolutamente imprevedibili e comunque non appena cesserà occorrerà prepararsi a fronteggiare una concorrenza senza precedenti, essendo interesse di tutti i mercati recuperare flussi turistici. Dobbiamo superare la fase di approssimazione che sinora ci ha caratterizzato, sviluppare una cultura d’impresa ed individuare un modello di organizzazione pubblica più efficiente e molto più qualificata. Pubblico e privato si devono confrontare ed individuare una visione comune per un riposizionamento strategico dell’offerta turistica siciliana che sia più competitiva e più attrattiva. Non dimentichiamo che, parallelamente all’emergenza sanitaria, va fronteggiata quella economica e sociale. Il turismo, come settore economico, potrà dare il suo grande contributo, se sarà messo in condizione di fronteggiare le destinazioni competitor. Puntare sulla formazione del personale, sulla sua alfabetizzazione alle lingue straniere dal cinese all’arabo, dal russo al giapponese oltre che quelle tradizionali. Differenziare e riqualificare la ricettività puntando sulla fascia del turismo per i disabili e su quella della salute e del benessere in cui anche i borghi o i centri minori insieme a quelli rurali, potrebbero trovare un valido posizionamento. Tutto possibile se privilegiamo la capacità del fare rispetto a quella del dire”.

© Riproduzione Riservata

Commenti