TAORMINA – “Le serigrafie del maestro Cagli non si toccano. Appartengono alla scuola e rimangono nei nostri locali”. Così la dirigente dell’Istituto Comprensivo, Carla Santoro, risponde alla richiesta (sinora anticipata in via informale) dell’Amministrazione di Taormina di trasferire al Comune le opere del maestro Corrado Cagli, a suo tempo donate dall’artista alla Scuola media di Taormina. Dalla preside dell’IC Taormina arriva, dunque, un “no” che potrebbe anche avere ulteriori strascichi con la dirigente che adesso aspetta le scuse del Comune.

“Nei nostri locali si trovano alcune serigrafie del maestro Cagli che furono donate all’allora scuola media di Taormina, a quanto pare, negli Anni Settanta-Ottanta – spiega la prof.ssa Santoro -. Allo stato attuale, nello specifico, la scuola risponde di otto serigrafie regolarmente inventariate, come possiamo attestare in qualsiasi momento. Nei giorni scorsi ho ricevuto una informale richiesta dall’Amministrazione comunale di trasferire le opere al Comune, per una eventuale ricollocazione poi in altri locali di proprietà dell’ente. Ad oggi non è mi è pervenuta relativa istanza ufficiale ma la mia risposta sarà negativa. Ritenevo si trattasse di un contatto verbale tra me e l’Amministrazione, ma con mio disappunto realizzo che questa vicenda è ormai diventata di dominio pubblico e allora appare opportuno fare chiarezza subito e rendere nota la posizione della scuola”.

“Ho sempre avuto rispetto e dato piena collaborazione al Comune di Taormina ma l’Amministrazione – dichiara la dirigente – dovrebbe preoccuparsi dei problemi veri della scuola, specie di quelli gravissimi dell’edilizia scolastica, anziché premurarsi di volersi accaparrare la titolarità di beni che appartengono ad altre amministrazioni pubbliche. Le serigrafie donate dal maestro Cagli sono regolarmente registrate nel patrimonio della scuola e non si toccano. Tra l’altro, sono già state da noi trasferite dalla sede originale che era l’aula magna e messe in sicurezza nell’unica stanza blindata della scuola media, che è l’Ufficio di Presidenza. Negli anni scorsi c’erano stati dei furti a scuola, regolarmente da noi denunciati alle autorità competenti, e al fine di prevenire che i ladri portassero via queste opere le abbiamo spostate in presidenza, dove chiunque può ammirarle in qualsiasi momento in forma del tutto gratuita”.

“Non credo che l’Amministrazione possa valorizzarli ulteriormente – conclude la preside -, ritengo anzi che finirebbero esposti in qualche mostra per poi cadere nel dimenticatoio e nell’incuria come tanti altri beni comunali. In ogni caso, appare spiacevole ma soprattutto inaccettabile che su questa vicenda si faccia una richiesta dietro la quale sembrano celarsi illazioni, secondo le quali le opere nel tempo sarebbero “diminuite” nel numero. Anche per questo auspico che l’Amministrazione si scusi e sono pronta a documentare, in qualsiasi momento, nelle sedi opportune il patrimonio reale di cui dispone la scuola e a tutelare la mia persona e la mia onorabilità”.

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