Taormina Si riaccende lo scontro tra il liquidatore di Asm, Antonio Fiumefreddo e il dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale, Massimo Puglisi sulla mancata liquidazione delle fatture alla municipalizzata per il dare-avere sui servizi pubblici resi dall’azienda, dal 2011 in poi, alla casa municipale. Dopo lo scontro avvenuto nel luglio 2020 e la successiva pace con la stretta di mano tra i due voluta dal sindaco Mario Bolognari, adesso i toni si fanno di nuovo roventi. Fiumefreddo ha relazionato martedì sera in Consiglio comunale sulla situazione dell’Asm e le sue parole fanno seguito a una nota in precedenza inviata proprio al funzionario dell’Utc.

A mettere altra “benzina” sul fuoco” della contesa, per altro, è stata una richiesta di risarcimento danni avanzata da un privato sulla rete idrica, e sulla quale Puglisi aveva inoltrato la comunicazione ad Asm, che gestisce il servizio di acquedotto. “Viene da lei chiamata impropriamente in causa Asm ”per le sue determinazioni” ma il proprietario della rete idrica è il Comune – afferma Fiumefreddo -. Lei si rifiuta da oltre un decennio di liquidare le fatture relative ai lavori effettuati da Asm, affidataria della manutenzione della rete, senza alcuna motivazione. Le rimettiamo quindi la diffida ricevuta e le rassegniamo che, in assenza dei contratti di servizio, da Asm regolarmente trasmessi al Comune e anche a lei perché siano esitati, ogni intervento di Asm dovrà da lei essere richiesto per iscritto ed accompagnato da un preciso impegno di spesa sul bilancio del Comune relativo all’importo dei lavori”.

Fiumefreddo ha scritto a Puglisi che intende “procedere al recupero delle somme da liquidare ad Asm per i lavori effettuati”, chiamandolo “direttamente in causa come dirigente responsabile del servizio” e “mentre il Comune è in pre-dissesto e non può essere sottoposto ad esecuzioni, il funzionario può invece risponderne direttamente”. Poi la comunicazione finale di Fiumefreddo al dirigente: “A tal fine si è già dato mandato al nostro legale competente affinché richieda al giudice competente che sia anche disposto l’accantonamento del suo Tfr, stante l’ingente somma del danno accumulatosi negli anni”.

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