Palazzo dei Giurati
Palazzo dei Giurati, sede del Comune di Taormina

TAORMINA – Il destino del Comune di Taormina è vicino al bivio finale. Le sorti della casa municipale si decideranno, infatti, con molta probabilità già nelle prossime settimane con il pronunciamento, ormai prossimo, della Corte dei Conti e del Ministero dell’Interno sul piano di riequilibrio. Nei giorni scorsi il Comune ha inviato alla CdC i chiarimenti richiesti dall’organo di controllo su alcuni punti del piano e adesso il sindaco Mario Bolognari – nella relazione di metà mandato – ha tracciato con chiarezza lo scenario, che resta sospeso tra salvezza e default: “Entro i primi mesi di questo anno avremo la sentenza definitiva sulla sostenibilità di quel Piano. Se sarà approvato, si dovrà procedere al pagamento dei debiti in esso contenuti con le modalità indicate nello stesso piano; se sarà bocciato, invece, la Corte dichiarerà il dissesto finanziario del Comune”.

Dunque il destino dell’ente taorminese è appeso ad un doppio filo e bisognerà vedere come verrà valutato dalla CdC e dal Viminale il piano con il quale la casa municipale si è impegnata nel 2018 – nella passata consiliatura – a risanare debiti per 18 milioni e 400 Mila euro. La crisi pandemica, di certo, non ha aiutato in questi mesi la situazione, ha tolto risorse pesanti (come per la tassa di soggiorno che è passata da un introito 2019 di 3 milioni e 400 mila euro ai 700 Mila euro del 2020) e rischia di complicare ulteriormente la strada che porta ad un buon esito delle valutazioni in atto sul piano. Il sindaco ha rimarcato che “l’iter di risanamento è stato avviato ma rimane ancora da fare la trattazione con i creditori e procedere al successivo riconoscimento del debito”. “Questo piano – ha detto Bolognari – è rimasto presso il Ministero dell’Interno per molto tempo, fino a quando qualche mese fa è stato inviato alla Corte dei Conti di Palermo per un esame definitivo. L’esame definitivo passa attraverso una interlocuzione con il Comune ed il chiarimento di alcune criticità che la Corte ha rilevato”.

“Il Piano di Riequilibrio Pluriennale riformulato nel 2018 e approvato dal Consiglio Comunale con delibera del 22/02/2018 – evidenzia Bolognari -, presenta aspetti di notevole criticità per i debiti inseriti nello stesso, per l’ammontare di 18.429.873,75 euro senza il previsto riconoscimento e senza aver provveduto a formalizzare alcun accordo con i creditori sul quantum e sui tempi di pagamento. Tuttavia, il finanziamento del piano di riequilibrio è così previsto: 11.787.306,10 euro mediante assunzione di mutuo e 1.454.914,69 euro con l’applicazione dell’avanzo di amministrazione sul bilancio dell’esercizio corrente; e 5.187.91,69 euro con risorse di bilancio ripartite nel periodo 2019-2027, che è la durata del piano”.

La casa municipale conferma, dunque, gli impegni previsti per la sostenibilità del piano, con gli stanziamenti necessari per la copertura finanziaria delle rate previste, a partire dalle prime annualità che riguardavano il 2018 e 2019. Per il primo biennio il Comune si è impegnato a versare 2.881.119,41 euro, di cui 1.454.919,69 quale prima rata anno 2018 ed euro 1.426.204,72 quale rata dell’anno 2019. Analogamente nel bilancio 2020-2022, approvato dal Consiglio Comunale il 30 dicembre scorso sono stati previsti gli stanziamenti per le annualità 2020, 2021 e 2022 per 1.386.988,55 sul 2020 e 1.491.773,60 sul 2021. Nel 2022 si dovranno invece versare 242.702,62 euro. In totale sono state poste a carico del bilancio comunale le prime cinque rate, 2018-2022, per un importo complessivo di euro 6.002.584,51. E’ stato previsto anche lo stanziamento di un mutuo da contrarre quest’anno con la CDP per 10.856.422,58 euro.

© Riproduzione Riservata

Commenti