Dare priorità alla ricerca e gestione dei contatti di casi di Covid sospetti/confermati da variante e identificare tempestivamente sia i contatti ad alto rischio (contatti stretti) sia quelli a basso rischio. E’ quanto prevede la nuova circolare del ministero della Salute sulla diffusione delle varianti di SarsCov2. Si indica inoltre di eseguire un test molecolare ai contatti (ad alto e basso rischio) il prima possibile dopo l’identificazione e al quattordicesimo giorno di quarantena, per un ulteriore rintraccio di contatti, “considerando la maggiore trasmissibilità delle varianti” e di “non interrompere la quarantena al decimo giorno”.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute, l’emergenza di nuove varianti di Coronavirus “sottolinea l’importanza, per chiunque, compresi coloro che hanno avuto l’infezione o che sono stati vaccinati, di aderire rigorosamente alle misure di controllo sanitarie e socio-comportamentali”. Lo indica la nuova circolare del ministero della Salute sulla diffusione delle varianti. Il Centro europeo controllo malattie Ecdc ritiene inotre “molto alta” la probabilità di introduzione e diffusione in comunità negli Stati Ue delle varianti e in particolare di quella “inglese” e l’impatto dell’introduzione in comunità delle mutazioni nell’Ue è ritenuto “alto”.

La variante sudafricana del virus, identificata per la prima volta in Sud Africa nel dicembre 2020, alla data del 25 gennaio è stata riconosciuta in 31 Paesi. Lo rileva la nuova circolare del ministero della salute “Aggiornamento sulla diffusione a livello globale delle nuove varianti SarsCov”. In Sud Africa, dice il documento, i casi settimanali sono aumentati dai primi di novembre, e hanno raggiunto unpicco ai primi di gennaio. Nelle ultime due settimane il trend è decrescente, Al momento “non si conosce l’impatto di questa variante sull’efficacia dei test diagnostici” e dati preliminari indicano che anche questa variante “possa essere caratterizzata da maggiore trasmissibilità, mentre al momento non è chiaro se provochi differenze nella gravità della malattia”. Sono inoltre in corso studi sulla maggiore frequenza di reinfezioni, in quanto la variante potrebbe sfuggire alla risposta anticorpale neutralizzante provocata da una precedente infezione naturale.

L’Italia, nel frattempo, ha ricevuto sinora un totale di oltre 1,8 milioni di dosi di vaccino, di queste 1,4 milioni sono state somministrate: è quanto emerge dal nuovo strumento “traccia-vaccini” dell’Ecdc (Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie). Il nostro Paese è primo per dosi distribuite, ma mancano i dati della Francia, e per alcuni parametri anche di Germania, Finlandia e altri. Le dosi distribuite in Italia per cento abitanti sono 3,6 (5,4 in Olanda, 6,1 in Danimarca e fino a 11,8 in Irlanda). Il 2,5% di italiani ha ricevuto la prima dose, il 2,6% di tedeschi, l’11,5% di irlandesi.

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