Il 2021 rimane ancora un rebus per il turismo, continua a regnare l’incertezza e la pandemia non è ancora finita e le vaccinazioni procedono a rilento. Intanto i dati finali del 2020 certificano il disastro sin qui subito dal sistema aeroportuale italiano (e di riflesso poi dai territori dove si vive di turismo). L’anno più recente è stato chiuso nel nostro Paese con soli 53 milioni di passeggeri contro i 193 milioni del 2019.

Dai dati di consuntivo di Assaeroporti si evidenzia “un calo drammatico per gli scali nazionali che perdono in un anno 140 milioni di viaggiatori, ovvero il 72,6% del traffico”. Secondo i dati elaborati da Assaeroporti, a causa della pandemia da Covid-19 e delle conseguenti restrizioni alla libera circolazione tra Stati, nel 2020 in Italia non hanno volato 7 passeggeri su 10 e ad essere maggiormente penalizzate sono state le destinazioni extra-UE (-81,2%). Altrettanto netto il calo del traffico Ue, -77,5%, mentre più contenuto, ma comunque significativo, quello dei voli domestici, -61,3%. Inoltre, le rotte nazionali, che nel 2019 appresentavano il 33% del traffico complessivo, nel 2020 raggiungono un peso di circa il 50%. Forte anche la contrazione dei movimenti aerei, pari al -57,2%, mentre il traffico merci si attesta ad un -23,7%.

Inoltre, nel 2020 si è assistito a un drastico calo della connettività aerea, vale a dire il numero di rotte disponibili e la frequenza dei collegamenti di un Paese con il resto del mondo. In particolare, in Italia, in soli sei mesi, da aprile a settembre 2020, la connettività aerea si è ridotta di quasi il 90% rispetto al 2019, a conferma del fatto che la timida ripartenza registrata nei mesi estivi non ha comportato una uguale ripresa della connettività. Secondo le più recenti stime di Eurocontrol, lo scenario maggiormente realistico colloca nel 2026 il pieno recupero dei volumi di traffico registrati nel 2019.

“I risultati del 2020 – commenta il presidente di Assaeroporti Fabrizio Palenzona – confermano le fosche previsioni di un anno disastroso per gli scali aeroportuali italiani. Il Governo si è mosso su sollecitazione di Assaeroporti, che ha trovato nella ministra De Micheli un’interlocutrice attenta e sensibile, e ha messo in campo misure sia di natura economica per la compensazione dei danni subiti dai gestori aeroportuali, sia in materia di ammortizzatori sociali. La situazione rimane però pesantissima. Per la ripartenza è necessario accelerare l’erogazione delle risorse già stanziate a favore degli aeroporti e prevedere la proroga della cassa integrazione per tutelare i livelli occupazionali. E non vanno perse le opportunità offerte dal Recovery Fund”.

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