Salvatore Coslovi Longo

TAORMINA  – La nuova stazione ferroviaria prevista dalle Ferrovie dello Stato a Taormina in zona Sant’Antonio accende il dibattito, suscita perplessità e a fare una valutazione critica su questo progetto, in una lettera a BlogTaormina, è il geometra Salvatore Coslovi Longo.

“Non sarà affatto una svolta epocale, verranno sprecati tanti soldi per una infrastruttura priva di una logica e che non serve alla città. E’ un dedalo inestricabile. Tra 20 anni i giovani vedranno i risultati. Non capisco come si possa essere entusiasti di questa opera”, avverte il geom. Coslovi, tecnico che da tanti anni a questa parte è stato protagonista, in prima linea, nella capitale del turismo siciliano nella previsione e realizzazione di vari interventi di rilievo sul territorio, al fianco dei privati. Coslovi non fa mistero delle sua contrarietà alla maxi-opera che intende realizzare Rfi nell’ambito dell’appalto per il raddoppio ferroviario Messina-Catania (tratta Giampilieri-Fiumefreddo). In una lettera aperta a BT, l’esperto si dice certo che “sarà l’ennesima e forse l’ultima occasione persa dalla Città di Taormina”. 

“Nei giorni scorsi ho letto un articolo su BlogTaormina sul progetto riguardante la nuova Stazione Ferroviaria che dovrebbe sorgere in località Sant’Antonio. Avevo già avuto modo di prendere visione del fotomontaggio sull’ipotesi di progetto, e mi sono detto «la storia si ripete». Ancora una volta si propongono gallerie, pozzi verticali e inclinati in un dedalo di collegamenti tra la stazione e le uscite in superficie, ho rivisto il progetto che alla fine degli anni ottanta del secolo scorso era stato proposto per i parcheggi sotterranei, due gallerie tra i versanti nord e sud della città con la sosta per gli autobus collegamenti con ascensori dislocati in vari punti quattro o cinque pozzi profondi circa cinquanta metri con un sistema meccanizzato per parcheggiare le auto in Silos. La definimmo allora una «gruviera» che non teneva conto della situazione geologica del territorio, oltre ai tempi biblici che l’esecuzione dell’opera avrebbe comportato”.

progetto nuova stazione Rfi Taormina (1)

“La battaglia sia politica (all’ora ero nel PCI) con il sindaco Bolognari, ma anche con un importante coinvolgimento dela società civile (come usiamo dire), indusse l’allora Amministrazione comunale ed i progettisti a rimodulare il progetto con la nuova soluzione di realizzare due parcheggi esterni e ad una sola galleria per il collegamento tra i due versanti della città. Non è questo l’unico progetto presentato alla città sull’ipotesi della nuova stazione ferroviaria, negli ultimi trent’anni (se non di più) sono state proposte almeno altre due alternative che prevedevano la nuova Stazione nella zona di Trappitello, prima vicino Bruderi, poi in contrada Fiascara, la stessa «Variante» all P.R.G. aveva quale punto di forza per lo sviluppo (sic!) di Trappitelo la Nuova Stazione ferroviaria a Fiascara, e tutto oggi è ancora attuale tale soluzione (per la stazione e non per lo sviluppo di Trappitello)”.

“Mi chiedo, che senso abbia sprecare una somma ingente e non prevedibile anche in termini temporali per realizzare la stazione sotterranea in Contrada Sant’Antonio. Sarei curioso di sapere chi ha visionato il progetto e se ha capito di che parliamo, quando sarebbe stato molto più «intelligente» puntare sulla Stazione di Fiascara e condizionare la Società a implementare le cosiddette «opere compensative» realizzando una strada a scorrimento veloce che colleghi, una volta per tutte, Trappitello con Taormina attraverso Mastrissa”.

nuova stazione Rfi Taormina (2)

“Questa soluzione meno onerosa e attuabile in tempi brevissimi darebbe nello stesso tempo la possibilità di collegare Giardini Naxos con questa strada per bypassare il centro abitato e nello stesso tempo agevolare anche Castelmola (che da anni cerca di realizzare un seconda via di sbocco dell’abitato) a risolvere il problema. Purtroppo il disastro dell’Italia che, grazie alla mia veneranda età ho potuto testimoniare, è stato determinato non dal fatto che si debbono spendere soldi per realizzare opere pubbliche, ma che si debbono realizzare opere pubbliche per spendere soldi, indipendentemente dalla loro utilità”.

“Non voglio entrare nel merito di come si decidono gli investimenti nelle «opere pubbliche», su come si affidano gli incarichi professionali o come si gestiscono gli appalti, non ne usciremmo più, ma su due opere realizzate a Taormina nel passato vorrei riferirmi, a prova della mancanza di «visione» di chi ci ha governato dal dopo guerra ad oggi; la prima è la galleria che dal piazzale del Vecchio Macello si collega con la contrada Decima in prossimità della casa del dott. Passalacqua per l’acquedotto per Messina; la seconda, sempre per l’acquedotto per Messina, che da Decima Bassa attraversa la Città fin dopo la galleria paramassi sulla Via Garipoli. Due gallerie che, se ci pensate, non solo potevano servire per l’acquedotto ma potevano essere un collegamento viario tra i due versanti e avrebbero senz’altro risolto il problema della Via di fuga dalla zona Cappuccini- Zappulla, tenendo conto che, alla fine degli anni sessanta, non c’erano la maggior parte degli edifici che sono sorti nel tempo”.

nuova stazione Rfi Taormina (3)

“Non voglio dilungarmi a raccontare la storia di Taormina per le occasioni mancate, e che tutt’ora dimostra la totale incapacità di gestire, valorizzare, razionalizzare etc. etc. il Suo patrimonio immobiliare, un esempio per tutti è il grande complesso del «Vecchio Ospedale » una enorme volumetria ed un valore di mercato di svariati milioni di euro, che era di proprietà dell’E.C.A. Ente Comunale di Assistenza e che nel 2000 il Presidente della Regione Capodicasa con «Atto di Devoluzione», a seguito dello scioglimento degli Enti Inutili, anziché trasferirlo al Comune di Taormina, come sarebbe stato logico, lo ha trasferito alla ASL di Messina nella totale assenza di qualsiasi intervento da parte dell’allora Amministrazione Comunale, del resto la stessa sorte ha subito il complesso « Le Rocce » che la Regione, anziché trasferirlo al patrimonio del Comune di Taormina lo ha trasferito alla Provincia Regionale di Messina e oggi assistiamo inerti alla follia di chi lo vuole vendere per far fare cassa alla Città Metropolitana di Messina”.

“Egregio direttore, la storia è troppo lunga per essere raccontata in poche righe, ma chi come me ha lavorato per 54 anni solo con i «privati» che ragionano in termini di convenienza economica sugli investimenti che fanno e in tempi ragionevoli, pur essendo succubi di una burocrazia incapace di avere una visione del futuro mi fa tremare al pensiero che i 209 miliardi di euro che ci verranno dall’Europa possano fare una triste fine specie in Regioni come la nostra e con questa classe dirigente e politica. Questa lettera è lo sfogo di chi ha un concetto diverso della «cosa pubblica», che dovrebbe dare ricchezza e valore ai cittadini che sono i legittimi proprietari assoluti”.

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