TAORMINA – Si intensifica il pressing della Città di Taormina sui ristori alle attività economiche della capitale del turismo siciliano, ed in particolare per aiutare anche chi ha avuto la possibilità di restare aperto ma non ha avuto sin qui quei flussi di clientela necessari al sostentamento degli esercizi. E intanto da Roma arrivano le prime risposte.

“In relazione alla mia richiesta di intervento sul Decreto Ristori 5 in sede parlamentare mi corre obbligo – ha reso noto il sindaco di Taormina, Bolognari – comunicare che l’on. Matilde Siracusano mi ha scritto assicurando una iniziativa alla Camera dei Deputati nel senso da noi indicato”. “Inoltre – continua il sindaco – l’on. Alessio Villarosa mi ha scritto per comunicarmi quanto segue: “Il Governo con il prossimo Decreto Ristori (5) intende raggiungere tutte le attività che sono state penalizzate, direttamente o indirettamente, dalle misure restrittive adottate per far fronte all’emergenza sanitaria. Diversamente dai precedenti provvedimenti, pertanto il nuovo Decreto Ristori prescinderà dai Codici Ateco e farà riferimento solamente al dato oggettivo della perdita di fatturato commisurata ad un periodo significativo che potrà essere semestrale o annuale. In tale ottica, le attività commerciali, che sebbene rimaste aperte, avranno subito la perdita del fatturato individuata come significativa, saranno comunque ammesse al beneficio”. “Con altri deputati – ha aggiunto il sindaco – ed in particolare con l’on. Pietro Navarra, l’interlocuzione è stata intensa in questi giorni per una iniziativa coordinata ed efficace. Siamo fiduciosi”.

Il sindaco di Taormina, a seguito di una raccolta firme di 102 esercenti, ha rivolto il suo recente appello, del 15 gennaio scorso, a tutti i parlamentari della provincia di Messina, con lettera trasmessa a Matilde Siracusano, Pietro Navarra, Francesco D’Uva, Alessio Villarosa, Carmelo Lo Monte, Carmela Bucalo, Grazia D’Angelo e Barbara Floridia.

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