il consigliere Claudio Giardina

TAORMINA – “La fretta non è la via maestra. Troveremo la figura giusta che sappia unire le varie anime dell’opposizione taorminese ma dobbiamo partire dai contenuti e dalla proposta ai cittadini. Certamente non possiamo ripetere gli sbagli del 2018″. Il monito arriva dal consigliere e capogruppo della minoranza consiliare, Claudio Giardina, che così prende posizione nel dibattito avviato tra i vari esponenti dell’opposizione locale, alla ricerca di un’intesa in vista delle prossime elezioni amministrative.

Alle urne mancano ancora due anni ma la strada verso un patto di coalizione resta tutta in salita. Il coordinatore locale di Fratelli d’Italia, l’ex vicesindaco Andrea Raneri, ha lanciato un appello alla coesione e ha ipotizzato il termine di quest’anno (“decidere entro il 2021″) per la scelta del candidato da opporre all’Amministrazione in carica”, che potrebbe a sua volta puntare invece sulla ricandidatura dell’attuale sindaco Mario Bolognari (o in alternativa su Mario D’Agostino). “Confrontiamoci e ragioniamo ma senza mettere come premessa una dead-line sul candidato sindaco”, replica Giardina.

“Occorre fare un passo in avanti e la vera opposizione va fatta sui contenuti – dichiara Giardina -. La fretta non ha mai garantito il risultato e qui non bisogna pensare solo alla sindacatura ma a creare un’alternativa politica seria e credibile a questa Amministrazione. Se ci sarà una figura unitaria che rappresenti tutti, ben venga ed è lì che di certo vogliamo arrivare. Ma senza darsi per forza la scadenza del 2021 per annunciare il nome del candidato sindaco. Potrebbe servire più tempo, magari anche sino ai primi mesi del 2022. Bisogna partire dal programma delle cose da fare, e a quel punto il buon senso ci porterà, come io mi auguro, ad individuare chi potrà rappresentarci tutti per cercare di dirimere i problemi irrisolti della città. E ovviamente non si può prescindere da una squadra che sia all’altezza delle grandi difficoltà da dover affrontare”.

Giardina avverte: “Non forziamo i tempi ma è anche vero che sarebbe imperdonabile ripetere quella stessa situazione che si è verificata nel 2018. Non ci potremo ridurre all’ultimo momento, quindi alla primavera del 2023, per determinare la candidatura giusta. Nel 2018 i vari gruppi della nostra area politica hanno trascinato il confronto sino ad esasperarlo nei toni e nei tempi e poi alcuni si sono trovati sull’altra sponda politica. Bisogna mettere da parte i personalismi, i protagonismi o atteggiamenti da prime donne: occorre fare squadra e prima di trovare il conducente serve l’auto giusta”.

Infine, Giardina frena sul ruolo dei partiti: “L’ultimo sindaco che fu espressione dei partiti a Taormina è stato nel 2002 Aurelio Turiano. Non dobbiamo chiuderci nelle sigle di partito e arroccarsi nei confini del centrodestra. In una realtà come Taormina dobbiamo tenere conto delle forze civiche e tornare a quella logica rischia di essere anacronistico. Taormina non vuole logiche calate dall’alto. Pensiamo al progetto per la città. L’unità fa la forza e dobbiamo partire da questa premessa”.

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