TAORMINA – La strada salva traffico a Trappitello non sarà un’altra elipista. Lo fa sapere la casa municipale che così allontana le ombre sull’opera che verrà realizzata nell’ambito delle opere complementari al raddoppio ferroviario per alleggerire la pressione veicolare che nella popolosa cittadina attualmente grava per intero sulla Via Francavilla.

Il timore sorto infatti in città anche a seguito dei recenti contatti con Rfi e’ che l’opera venga realizzata con un carattere di provvisorietà e che non sia più fruibile quando saranno stati ultimati i futuri lavori previsti a Trappitello, dove si prevede una nuova stazione ferroviaria denominata “Alcantara-Giardini”.

Il Comune ha chiesto, a margine delle opere per la ferrovia (che stanno per andare in appalto), l’ulteriore collegamento tra Lumbi e centro storico, ora in discussione con il comitato tecnico e la Regione, e proprio “una strada di cantiere parallela e alternativa alla intasata via Francavilla (Trappitello)”, che – come poi evidenziato dal sindaco Mario Bolognari “potrebbe rimanere come utile infrastruttura permanente nel futuro”.

“La strada rimarrà anche dopo i lavori per la ferrovia – rassicura il vicesindaco Enzo Scibilia – e mi sento di precisarlo subito, visto che qualcuno ha pensato o fatto passare il messaggio che si tratterà di un ‘opera provvisoria. Non è di questo che si sta parlando e ci siamo già attivati per una progettazione che consenta la fruizione della bretella anche per i prossimi anni”. Da Palazzo dei Giurati arriva, insomma, la rassicurazione che la strada salva-traffico che dovrebbe essere approntata dalla zona di Santa Venera sino all’area alle spalle delle case popolari non servirà soltanto per il periodo delle attrezzature di cantiere. “Anche la via San Vincenzo, oggi conosciuta come Via Crocefisso, era una strada di cantiere ma la strada c’è ancora ed è perfettamente fruibile da tutti, quindi anche questa cosiddetta “pista” a Trappitello rimarrà alla città”, chiarisce Scibilia.

Non si dovrebbe ripetere, insomma, il copione del G7 2017 quando in quel caso per il vertice dei potenti del pianeta fu realizzata una elisuperficie in contrada Piano porto (terreno in quel caso però di proprietà di un privato) salvo poi dover assistere alla rimozione immediata già nei giorni successivi al vertice internazionale.

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