TAORMINA – L’incertezza regna sovrana e al giro di boa del primo mese del 2021 Taormina aspetta una schiarita che tarda ad affacciarsi in una situazione ancora complicata e lontana da una parvenza di ritorno alla normalità per il turismo e l’economica globale. La crisi investe tutti e non risparmia nessuno, in Italia come nel mondo, e la capitale del turismo siciliano in questa fase si ritrova alle prese con l’ulteriore beffa della zona rossa scattata in tutta la Sicilia domenica 18 gennaio, e che si protrarrà sino a fine mese.

Di questi tempi il turismo a Taormina sarebbe andato, comunque, in letargo anche nell’era pre-Covid e avremmo assistito alle solite polemiche sul Corso Umberto vuoto, le liti sui viaggi in Thailandia e le ricette di turno sulla destagionalizzazione, ma questi discorso sembrano ormai appartenere ad un’altra epoca. Il presente è ancora una lunga battaglia al Covid, c’è da combattere ancora per qualche mese senza mollare, per resistere a una pandemia che ha massacrato il turismo e messo in ginocchio le attività economiche. Nel frattempo, da queste parti la zona rossa sembra uno schiaffo ingiusto ed è un altro momento demoralizzante per un territorio che soffre e freme affinché arrivi l’ora del rilancio.

Taormina, come le località più vicine del primo polo turistico siciliano, in questo momento sta tenendo il Covid fuori dalle mura cittadine e in questa zona si registrano pochi casi di contagio. Il trend è incoraggiante e la gente sta ripetendo l’impresa già compiuta dagli abitanti di questo territorio nella prima ondata del virus. Si dirà che ci sono pochi casi di Covid perché non arrivano i turisti ma sin qui Taormina ha retto bene il lockdown dell’inverno 2020 come allo stesso modo si è difesa anche nell’estate in cui tutto era stato riaperto. La gente si sta comportando con intelligenza e senso di responsabilità: ora dovrebbe essere lo Stato a fare la sua parte, perché gli operatori economici da soli non possono farcela e tante attività rischiano di non poter riaprire quando arriverà il momento della svolta. L’impegno dei cittadini merita ristori veri e dignitosi, non briciole una tantum.

Gli operatori economici sono preoccupati per la stagione estiva che, in attesa delle vaccinazioni, rischia di replicare il mezzo disastro di quella precedente. Nessuno può prevedere cosa succederà, incombe una fase di transizione che nessuno sa quando terminerà, eppure proprio il fatto che anche all’estero sono in corso le campagne vaccinali potrebbe far ripartire alcune prenotazioni almeno per i mesi estivi. Taormina, nonostante tutto, mantiene un appeal ancora alto e allora magari si andrà incontro a un’estate last second, con un movimento oggi inesistente ma che si sveglierà in extremis dall’attuale torpore.

Ora bisogna continuare a lottare contro un nemico invisibile al quale non si può concedere spazio. C’è da pazientare con la speranza di avvicinarsi al più presto a una nuova normalità che permetta di far viaggiare i turisti e restituisca finalmente a tutti la libertà di una vita fa.

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