TAORMINA – “Ristori anche per le aziende non appartenenti ai settori alberghiero e della ristorazione”: è l’oggetto di una nota, ma soprattutto la richiesta, di oltre cento operatori economici di Taormina che hanno inviato una lettera, con una raccolta firme, al sindaco Mario Bolognari e all’assessore al Commercio, Andrea Carpita.

I commercianti esprimono tutta la loro preoccupazione per una situazione sempre più complicata, con lo spettro di un 2021 ancora caratterizzato da tanta incertezza e poche prenotazioni. Il timore fondato è che, in attesa di una svolta (che si spera arrivi dalla campagna vaccinale) l’anno appena iniziato possa continuare a riproporre lo tsunami del 2020 e aggravare anche nella prossima stagione turistica una crisi già profonda, con la conseguente, ulteriore, perdita di ricavi ormai vitali per la sopravvivenza delle attività. Gli esercenti taorminesi denunciano una situazione di forte sofferenza, dopo un 2020 che per effetto della pandemia ha spazzato via la gran parte dei flussi turisti abituali della città, e quindi infranto le relative opportunità di guadagno per le attività, in un territorio rimasto privo dei turisti stranieri che da sempre rappresentano circa l’85% delle presenze turistiche a Taormina.

“Con le ultime disposizioni – si legge nella lettera firmata da 102 esercenti taorminesi – il governo ha concesso dei ristori agli esercenti obbligati a chiudere, in particolare quelli della ristorazione. Si tratta di una misura certamente giusta. Ma sarebbe altrettanto giusto estendere questi benefici a tutte le categorie commerciali che dalla crisi in atto sono state colpite anche più settori direttamente interessati. Infatti, a parte la generale depressione economica, vi sono delle realtà particolari che soffrono, come Taormina, dell’attuale azzeramento degli incassi. La nostra città ha sempre vissuto quasi esclusivamente di turismo, e in larghissima parte di turismo straniero. Il che significa, che per gli esercenti taorminesi non fa alcuna differenza essere chiusi per decreto o rimanere ufficialmente “aperti”.

“In assenza di turismo straniero – evidenziano i commercianti – ma anche di turismo locale, a causa del confinamento dei territori, le imprese locali sono allo stremo, e molte di essere rischiano la chiusura. Pertanto dovrebbero essere aiutate in questo momento difficile. Non si tratta, per noi esercenti taorminesi, di chiedere trattamenti privilegiati ma della richiesta di prendere atto di una oggettiva situazione, devastante per l’economia cittadina e del suo indotto. A seguito, quindi, di quanto esposto, chiediamo che l’Amministrazione comunale porti con forza all’attenzione del Governo Conte e della Regione Siciliana la particolare situazione che penalizza la nostra città, come le altre località a vocazione turistica. E di conseguenza sollecitiamo che si chieda che vengano prontamente messe in atto delle consistenti misure economiche a favore di tutte le categorie imprenditoriali che, dipendendo interamente dal comparto turistico, necessitano per forza di un aiuto per evitare il tracollo”.

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