TAORMINA – “La funivia non può restare chiusa ancora a lungo. Si facciano i lavori ma si comprenda che la funivia è un servizio anche per i residenti e non soltanto per i turisti”. Il monito al Comune e all’Asm arriva dal comitato cittadino “La Voce del Mare” che chiede una riprogrammazione dei tempi di riapertura della funivia, al momento chiusa ormai dal 9 novembre scorso e che adesso si avvia alle necessarie opere invernali di manutenzione ma senza poi una data certa sulla riapertura in virtù della crisi che affligge il territorio e l’incertezza scaturita dall’emergenza. La riattivazione dell’impianto che collega il centro con la zona a mare di Mazzarò (e Isolabella) potrebbe avvenire a fine marzo, a ridosso di Pasqua, e i residenti sollecitano rassicurazioni a tal proposito.

“La funivia di Taormina non può restare chiusa ad oltranza – afferma il presidente de La Voce del Mare, Giovanni Aucello -. Non è un impianto “ludico” ma di servizio e che negli anni è stata essenziale per i conti di Asm, della quale è linfa vitale e fiore all’occhiello. E’ un servizio anche per i residenti e occorre ripristinare il servizio al più presto. Ad oggi non sappiano con esattezza quando partiranno i previsti ed importanti lavori di manutenzione ma sappiamo che, una volta espletate le procedure di gara, prima ci vorranno almeno 30 giorni. Vogliamo sapere quando si pensa di riattivare la funivia e come si intende programmare l’attività per i prossimi mesi”.

“Il liquidatore di Asm, Fiumefreddo – continua Aucello – aveva fatto dichiarazioni importanti, facendo capire, in particolare, di essere pronto ad intraprendere dei passi ben precisi se il Comune non avesse corrisposto all’azienda i 2 milioni e 800 mila euro dovuti nell’ambito della problematica del dare-avere. Comprendiamo il momento di difficoltà ma il Comune non può pensare soltanto a se stesso e annunciare la fine della liquidazione di Asm, mentre in realtà le nega i soldi per pagare gli stipendi ai lavoratori e per garantire i servizi. E’ arrivato il momento di agire e auspichiamo che il liquidatore Fiumefreddo proceda di conseguenza. Le somme dovute all’azienda non sono state inserite nel bilancio 2020 e il Comune al momento non ha le risorse necessarie a versare quell’importo ad Asm. Tra l’altro, risulta anche che nel rendiconto 2019 del Comune ci sia un disavanzo di 3 milioni e mezzo di euro e sarà complicato far fronte anche a questo ulteriore problema, tanto più alla luce dell’emergenza poi verificatasi nel 2020”.

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