TAORMINA – Il nuovo anno si apre subito con gli operatori economici che studiano l’opportunità di fare ricorso nei confronti del Comune per il mancato abbattimento della tari, la tassa sulla spazzatura. Proprio alla fine del 2020 è stato approvato dal Consiglio comunale il bilancio 2020-2022 e nello schema finanziario sono andate deluse le aspettative degli operatori economici che speravano in una riduzione più consistente dell’imposta sui rifiuti. Alla fine si pagherà invece la stessa tariffa del 2019 con uno sconto sostanziale non superiore al 20 per cento (sulla parte variabile della tariffa) e il Comune ha evidenziato l’impossibilità di ridurre ulteriormente la tassa non potendo compensare con le risorse del proprio bilancio la somma che verrebbe a mancare nei conti dell’ente.

In particolare ad essere preoccupati sono gli albergatori, con diverse strutture che nella stagione estiva 2020 non hanno neanche aperte per la pandemia e per gli effetti della crisi che ne e’ conseguita e ha impedito la presenza in città della quasi totalità dei consueti flussi turistici stranieri. Almeno il 10 per cento delle struttura ricettive sono rimaste chiuse, 11 hotel di rilievo si sono fermati per una stagione: eppure rischiano di dover pagare ora la tassa sulla spazzatura senza neanche averla prodotta e per un servizio di cui non hanno usufruito. Si rischia insomma una pioggia di ricorsi n i confronti del Comune.

“Il servizio di raccolta rifiuti – spiega il presidente degli Albergatori, Gerardo Schuler – è costato nel 2019 al Comune e quindi ai cittadini 3 milioni 958 mila euro ed era allora un anno da record per il turismo, e quindi per le presenze che c’erano state sul territorio. Nel 2020 siamo passati ad un costo del servizio di 4 milioni 059 euro, persino aumentato nonostante almeno 11 alberghi siano rimasti chiusi e sebbene il 70 o 80 per cento delle presenze in città siano mancate, con un presumibile calo significativo della spazzatura che è stata prodotta a Taormina. Riteniamo che ciò sia inspiegabile. L’abbattimento percentuale doveva andare di pari passo con il crollo delle presenze e della spazzatura prodotta, tenendo conto della pandemia e che la ditta ha dovuto svolgere un numero inferiore di servizi. Cosi al momento ci sarebbe un abbattimento del 20% che non può bastare e alcune strutture potrebbero fare ricorso. Tra l’altro eravamo stati nei mesi scorsi anche in audizione al Comune e avevamo evidenziato le direttive della comunità europea in materia ma non siamo stati poi ascoltati”. “Ad ogni modo – ha aggiunto il presidente degli Albergatori – nell’incontro avuto nei giorni scorsi con il sindaco ho dato disponibilità ad aprire un confronto, ad incontrarci in presenza di una delegazione del nostro direttivo per discutere la questione Tari come anche sulla tassa di soggiorno”.

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