Eugenio Raneri

TAORMINA – L’ex presidente del Consiglio comunale ed ex vicesindaco di Taormina, Eugenio Raneri, è ricoverato all’ospedale San Vincenzo di Taormina a seguito di una caduta che gli ha procurato la frattura del femore. Le sue condizioni, per fortuna, non sono preoccupanti, ma dovrebbe essere sottoposto ad un intervento e la data esatta dell’operazione non è stata ancora fissata con certezza ed è proprio Raneri a raccontare la sua odissea di queste ore, che lo ha spinto ad una protesta.

“Mi trovo in ospedale per una frattura del femore – spiega Raneri -. Sono stato ricoverato il 4 gennaio scorso e per due giorni non era poi possibile intervenire, a causa di un farmaco che assumo, e pertanto l’operazione è slittata poi ad oggi, 7 gennaio. Tuttavia mi è stato comunicato che l’intervento è stato rinviato, e non sarà possibile neanche domani perché l’anestesista è stato inviato a Lipari. Forse verrò operato sabato ma al momento non c’è certezza. Sia chiaro che io non voglio nessun privilegio, sono un cittadino come tutti gli altri e da cittadino protesto e mi indigno perché queste cose non possono accadere in un ospedale come Taormina, che conosco benissimo, nel quale ho lavorato per 40 anni e per il quale, insieme a tanti altri miei concittadini, abbiamo fatto battaglie per difendere i reparti e le eccellenze della struttura. E’ un trattamento inaccettabile, è una mancanza di rispetto per la dignità del paziente”.

“Mi riservo di agire nelle opportune sedi non appena verrò dimesso – continua Raneri – e intanto, in segno di protesta, ho rifiutato il cibo e continuerò a farlo sino a quando non avrò certezze e chiarezza sulla situazione. Voglio sapere quando verrò operato e chiedo che queste situazioni non si ripetano per nessun altro paziente. Siamo in un momento di pandemia, c’è un’emergenza e lo comprendo benissimo, ma i servizi all’utenza vanno comunque garantiti. Ho prestato servizio per 40 anni in questa azienda sanitaria e conosco molto bene la realtà di questo ospedale, e voglio sottolineare che non ho nulla da addebitare e contestare ai professionisti che lavorano qui con sacrificio e abnegazione e professionalità. Ma la politica deve fare la sua parte e assumersi le responsabilità di far funzionare la sanità. Tutto quello che c’è che non va è la gestione di una struttura ospedaliera che non può essere portata avanti in questo modo. Non si può andare avanti così. Taormina non può subire queste mortificazioni. Chiamerò il presidente Musumeci, che a Taormina è venuto in campagna elettorale ed è ritornato anche in seguito. Taormina non può essere trattata in questo modo, a prescindere dal fatto che il paziente sia Eugenio Raneri o qualunque altra persona”.

Ad Eugenio Raneri, intanto, va il nostro augurio di una pronta guarigione, condividendone l’amarezza per questi spiacevoli accadimenti, ma soprattutto il pensiero che, al netto di un’emergenza epocale legata al Covid che sta determinando molteplici problematiche senza precedenti, l’ospedale di Taormina necessita di molta più attenzione da parte delle Istituzioni. Parliamo di un ospedale dove lavorano tanti eccellenti professionisti che meritano di essere messi in condizioni migliori di fare il proprio lavoro, ed è una realtà che – volente o nolente – dopo la chiusura del PS di Giarre avvenuta nel 2015, ha aumentato in termini esponenziali la propria utenza e va ripensata e considerata di conseguenza. La Regione deve chiarirsi le idee una volta per tutte. A Palermo devono decidere una volta per tutte il futuro di questa struttura, che non può più essere considerato un ospedale di “periferia”, da tenere in linea di galleggiamento e magari utile per il suo appeal mediatico. E soprattutto – lo diciamo con estrema chiarezza – Taormina non può più essere valutata un presidio di secondo piano rispetto agli altri della provincia.

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