TAORMINA – Raffica di accertamenti del Comune di Taormina sull’evasione tributaria, per i mancati pagamenti Imu ed in particolare per accertare gli effettivi versamenti della tassa da cinque anni a questa parte.

La casa municipale ha inteso verificare la situazione sulle annualità pregresse che riguardano l’imposta che va pagata dal contribuente sul presupposto del patrimonio immobiliare e sul possesso di fabbricati, aree fabbricabili e terreni anche non coltivati, siti nel territorio ed a qualsiasi uso destinati.

L’attivita’ accertativa avviata e già portata avanti dall’Ufficio Tributi del Comune nel 2020 si riferisce alle annualita’ di imposta 2015-­2016­-2017­2018-­2019 con il contestuale recupero dell’importo dovuto e non versato, e la relative sanzioni. Si tratta di una intensa attivita’ se si pensa che sono emersi e sono stati notificati sul periodo che va sino al 31/12/2018 ben 434 avvisi di accertamento Imu, e ci sono anche atti rettificati e/o annullati in autotutela. Per quanto concerne l’IMU per le cinque annualità in questione, per effetto delle verifiche, è stata accertata nel bilancio 2020/2022 – da poco approvato, il 30 dicembre scorso in Consiglio comunale – un’esigibilita’ di accertamenti Imu per un ammontare di 5 milioni 689 euro. Nel dettaglio si e’ stimato un importo di 4 milioni 130 mila euro di imposta pura e Un milione 178 mila euro di sanzioni, con conseguenti spese per l’ente per la relativa procedura di notifica e 380 mila euro di interessi.

Proprio in questo momento l’Amministrazione comunale sta valutando l’opportunità’ di esternalizzare la riscossione coattiva dei tributi nel tentativo di recuperare la maxi-cifra di circa 21 milioni di euro riguardanti tutti i vari tributi e tra questi, nella voragine creatasi nel tempo nel forziere di Palazzo dei Giurati, c’è la somma pesante che riguarda il mancato introito Imu-Tasi, stimato complessivamente in almeno 12 milioni e mezzo di euro. Gli effetti della pandemia si fanno sentire su operatori economici e famiglie e rischiano di complicare le attività di riscossione da qui ai prossimi mesi. Si dovrà, ovviamente tenere conto di questa sofferenza ma anche distinguere chi non ce la fa a pagare perché davvero patisce l’emergenza e chi invece è moroso perché si sottrae, per scelta e a prescindere dalla crisi, ai pagamenti nel tentativo di eludere ed evadere l’imposta.

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