TAORMINA – “A Taormina si pagano ancora affitti astronomici come se la crisi non ci fosse stata e come se il prossimo anno si potrà ripartire d’incanto e tutto ritornerà subito come prima. La pandemia non ha insegnato nulla. Il Comune dice di non avere competenze me neanche si pone il problema, i risultati si vedranno già tra qualche mese”. Il monito arriva dal presidente dell’Associazione Imprenditori Taormina, Carmelo Pintaudi che rinnova il monito sugli effetti che potrebbe avere nel 2021 la crisi in atto sul territorio per quanto riguarda il destino di numerose attività economiche, e lancia un appello alle forze produttive.

“Chiediamo ufficialmente che le associazioni di categoria e le forze sociali del paese si incontrino al più presto, è necessario riunirsi per cercare di avviare un confronto immediato, analizzare il momento e cercare, per quanto possibile, delle soluzioni. Lo si è detto anche in passato ma stavolta è un fatto di sopravvivenza per il tessuto economico e sociale della città. L’Amministrazione sbandiera da sempre che occorre questa collaborazione e questa sinergia ma in concreto non ha mosso poi alcun passo in questa direzione e allora dobbiamo essere noi ad organizzarci per collaborare”.

Gli operatori economici della Perla dello Ionio sono preoccupati, tra i vari aspetti, dagli affitti che restano alti e dunque da costi insostenibili a fronte di un fatturato vicino allo zero in questo anno che sta per finire. Proprio l’Associazione Imprenditori ha più volte lamentato la questione del “caro affitti” che in città fa registrare locazioni nelle attività commerciali che “arrivano a spingersi, in qualche caso anche sino a cifre tra i 12 e 18 mila euro”.

“A Taormina chi possiede degli immobili deve calmierare le sue pretese, non si può più vivere di rendita, la città ha delle indubbie potenzialità per rilanciarsi ma va ripresentata e rivalutata sul mercato e ognuno deve fare la propria parte, altrimenti ci sarà un effetto domino e se le attività falliscono poi il Comune non riscuoterà i tributi e i proprietari degli immobili non percepiranno l’affitto. E’ inaccettabile, perciò, che gli affitti siano ancora adesso gli stessi, sembrano intoccabili ed è come se non fosse accaduto nulla. C’è stato uno tsunami ma si continua a far passare il messaggio che “i prezzi li fa il mercato”. Ma di quale mercato stiamo parlando? E poi continuano a dire che “Taormina è Taormina”: nessuno discute che Taormina è una capitale del turismo, e ne siamo orgogliosi, ma oggi la crisi è pesantissima nel mondo intero e anche a Taormina e ci si deve adeguare, senza speculare sulle difficoltà di chi non ce la fa”.

Secondo i vertici di Aipt sugli affitti “qualcuno ha fatto una riduzione del 20%, 30% o anche 50% ma si tratta di pochi casi e per di più nella consapevolezza illusoria che poi, tanto, una volta fatto il vaccino, si ripristinerà subito la normalità, ma è evidente che non potrà essere così. Il 2021 sarà un anno di transizione, in cui non sarà possibile riprendersi i guadagni persi ma si dovrà cercare di restare in piedi”. “Nonostante gli sproloqui di qualcuno che al Comune “pontifica” e parla a sproposito ormai dall’inizio di questa pandemia – conclude Pintaudi – noi siamo imprenditori e viviamo del nostro lavoro. Per riprenderci occorreranno tempi lunghi e non saranno le elemosine dei ristori, e neanche le chiacchiere e i moralismi, a farci ripartire”.

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