i consiglieri Salvo Cilona e Claudio Giardina

TAORMINA – L’Amministrazione di Taormina lancia bordate all’indirizzo della minoranza dopo la seduta d’aula che ha portato all’approvazione del bilancio di previsione 2020 e immediata arriva la replica da parte dell’opposizione con il capogruppo Claudio Giardina.

“Appare risibile se non imbarazzante – afferma Giardina – che si festeggi l’approvazione di un bilancio esitato il 30 dicembre da un’Amministrazione e una maggioranza con un uomo solo al comando e tutti gli altri ad alzare la mano di conseguenza e a dire di sì sempre e comunque. Nel gennaio 2019 il sindaco dichiarò che avrebbe “restituito normalità all’azione amministrativa” con l’approvazione del bilancio di previsione per tempo, entro i primi sei mesi dell’anno, cosa che poi non è avvenuta e ancora adesso non è arrivato in aula il rendiconto 2019. E nel 2019 non si potrà dire che ci fosse la pandemia per giustificare i ritardi e l’inadeguatezza di questa Amministrazione.

“A differenza di quanto sostiene il sindaco – continua Giardina -, la minoranza non si è sfaldata e comunque non accettiamo lezioni da una maggioranza dove il sindaco dà la linea e gli altri la approvano a prescindere, senza mai mostrare spirito critico. Non siamo stessi messi nelle condizioni previste dalle normative vigenti e dal regolamento di contabilità di espletare la nostra funzione ed esaminare il bilancio nei tempi e nelle modalità previste dalla legge. Stiamo operando perciò un approfondimento al fine di accertare se siano stati lesi i nostri diritti e le nostre prerogative. In ogni caso non c’è mai stato da parte nostra ostruzionismo, non condividiamo l’operato di questa maggioranza e i fatti ne dimostrano e confermano l’inesistenza di risultati in linea con le aspettative e le necessità dei cittadini. Tra l’altro abbiamo garantito il numero legale in aula e non è la prima volta che una seduta di Consiglio si tiene grazie alla nostra presenza. Siamo compatti e non c’è alcuno sfaldamento. La presenza del collega consigliere Cilona in aula è da ricondursi solo alla sua legittima volontà di avere chiarimenti sull’emendamento che era stato presentato sulla Tari. Tutto il resto sono fantasie di un’Amministrazione che farebbe bene, invece, a pensare ai propri fallimenti. Diamo, infine, il benvenuto ai nuovi revisori che sapranno operare nell’interesse della città e valuteranno con la dovuta obiettività lo stato economico e finanziario dell’ente”.

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