un'immagine dell'intervento eseguito nella sala di Cardiologia del Ccpm Taormina

TAORMINA – Un eccezionale intervento salva vita è stato eseguito all’ospedale di Taormina, presso la sala di emodinamica del reparto di Cardiologia del Centro Bambino Gesù di Taormina e ha riguardato un giovane paziente di 31 anni di Enna, portatore di Pacemaker Defibrillatore dalla nascita per grave scompenso cardiaco e contemporanea assenza di ritmo spontaneo.

L’intervento d’avanguardia è stato eseguito, in anestesia generale, da una equipe mista coordinata dal dott. Giuseppe Calvagna, stimato cardiologo interventista e noto specialiista in questi trattamenti, che ha operato d’urgenza in collaborazione con i colleghi rianimatori e nella fattispecie con l’impeccabile supporto del dott. Enrico Iannace e la sua equipe presso il complesso operatorio del Ccpm (Centro di Cardiochirurgia Pediatrica del Mediterraneo) di Taormina.

Il giovane paziente presentava una patologia cardiaca plurima e complessa dovuta a grave infezione del dispositivo cardiaco complicato inoltre dalla presenza nel sistema cardiovascolare di cinque elettro-cateteri endocardici condizionanti grave stenosi venosa ostruttiva bilaterale e dalla totale assenza congenita del ritmo cardiaco spontaneo.

“La delicata procedura interventistica – spiega il dott. Calvagna – ha previsto la rimozione dell’ intero dispositivo cardiaco, cassa ICD con 5 elettro-cateteri, utilizzando una sofisticata tecnica di rimozione che ha permesso un radicale trattamento del processo infettivo e la contemporanea ricanalizzazione dei tratti ostruita dalla presenza dei corpi estranei permettendo così una completa guarigione e la possibilità in breve tempo di un nuovo impianto fondamentale per la mancanza del ritmo spontaneo incompatibile con la vita”.

“La complessità dell’intervento – continua il dott. Calvagna – sta nel numero di elettrodi rimossi in un unica procedura e anche nella lunga permanenza degli stessi nel sistema vascolare che ne rendevano quasi proibitiva la rimozione”.

Il trattamento delle complicanze dei dispositivi cardiaci impiantabili è attualmente considerato una procedura interventistica tra le più complesse e ad alto rischio operatorio che deve essere praticata solo da personale esperto ed altamente specializzato come da linee guida mondiali. Tali procedure vengono definite, a pieno titolo, “salvavita” per la particolarità di specifiche patologie che se non trattate in tempo hanno un elevatissimo indice di mortalità.

© Riproduzione Riservata

Commenti