il Natale quest'anno non potrà essere vissuto così

“E’ di nuovo Natale, ma lo è diversamente qui al Sud. Rarissime le famiglie meridionali che non attendano qualcuno lontano, ed è questa la vera dimensione non misurabile del Sud contemporaneo. Chi non soffre di emigrazione non può capire il valore aggiunto di una ricorrenza in cui fanno ritorno a casa le persone andate”. Lo afferma lo scrittore, giornalista e meridionalista Angelo Forgione.

“Le immagino, le mamme dei “ragazzi” di ritorno, in questi giorni, riempire i frigoriferi di tutti i cibi preferiti dei loro figli, dare nuova aria alle camerette, tirare fuori lenzuola fresche di bucato, prepararsi a godersi l’abbraccio. La mamma meridionale è una Demetra, terra madre, dispensatrice di abbondanza, pronta ad accogliere, a saldare radici spezzate più dalla storia che dal destino. Sono le mamme a celebralo questo sacro rientro, ad officiarlo, a renderlo solenne. E beato chi ce l’ha una mamma!”. 

“A chi ritorna per qualche giorno non interessa granché scartare regali. Chi ritorna vuole aprire la scatola dei ricordi per gustare i sapori perduti, per rivedere paesaggi e panorami abbandonati, per riconciliarsi con le origini. È il ritorno alle radici a dare quel qualcosa in più al Natale dei meridionali, che l’energia la tagliano a fette, per le strade, tracimanti di folla per il ripopolamento temporaneo. Raddoppiamo di numero a vista d’occhio, quaggiù, in questi giorni, nonostante i costi anch’essi ingrossati dei viaggi aerei, su ferro, su gomma e sulla voglia di chi vuol tornare a casa”.

“Sarebbe il caso, almeno al Sud, di sostituire il Natale del consumismo, ormai svuotato del suo mistico significato, con il Natale dell’autentico valore delle famiglie meridionali: il ritorno. Mi sfuggiva, negli anni della mia immaturità, cosa il Natale fosse capace di restituire alla mia terra. Sì, il 25 dicembre, al Sud più che altrove, è la “festa del ritorno”.

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