Bernard Arnault e Jean Pierre Mustier

TAORMINA – L’amministratore delegato di Unicredit, Mustier, lascerà il suo incarico nei primi mesi del nuovo anno, saluterà a fine mandato e lo farà senza alcuna buonuscita straordinaria: tranne le “competenze di fine rapporto” che il contratto gli riserva per il ruolo, contestuale, di direttore generale della banca. Lo ha fatto sapere proprio Unicredit, con una nota della banca, che ha avviato da giorni la ricerca di un sostituto, dopo che tre settimane fa il banchiere francese ha comunicato al cda di Unicredit la sua indisponibilità a un rinnovo nell’aprile 2021 per contrasti con i consiglieri sulla strategia del gruppo.

L’uscita di scena dal mondo di Unicredit di Mustier è uno scossone che non è passato inosservato e che, di riflesso, potrebbe anche avere riflessi su tanti fronti, comprese le dinamiche legate ad alcuni rumors, piuttosto insistenti, che da tempo interessano la Città di Taormina. A più riprese erano emerse, già prima dell’emergenza pandemica, voci sul possibile interesse del magnate francese, Bernard Arnault, su alcuni beni del colosso Unicredit, ed anche per il palazzo che a Taormina è sede dell’istituto di credito, l’ex Banco di Sicilia.

A Taormina, come si sa, Arnault possiede gli hotel Timeo e Villa Sant’Andrea e ha già dimostrato il suo gradimento per la città, dove più di una volta ha trascorso alcuni periodi di relax, anche dedicandosi alla sua passione per il tennis. Si era parlato di un sondaggio, da parte di alcuni intermediari di Arnault, per verificare la situazione del prestigioso palazzo dove ha sede attualmente Unicredit a Taormina. L’interesse per l’ex sede del Banco di Sicilia è stato collegato alla possibilità, in caso di acquisizione dell’immobile, di farne una prestigiosa boutique di una delle griffe della multinazionale Lvmh.

Sin qui, al netto delle voci di paese e di un approccio cordiale tra le parti, quel che è emerso è che l’edificio di Corso Umberto non risulta essere in vendita e Unicredit non ha nessuna intenzione di far mancare la sua presenza nella Perla dello Ionio. Unicredit continua a ritenere il territorio Taormina strategico e non ha nessuna intenzione di disimpegnarsi in tal senso. Se poi mai i vertici di Unicredit dovessero fare altre valutazioni, si vedrà ma le cifre per questa operazione sarebbero comunque alte.

A quanto pare, lo stesso Arnault, nel valutare l’acquisto del palazzo dell’ex Banco di Sicilia, era anche pronto ad interloquire direttamente con il plenipotenziario Ad di Unicredit e suo connazionale Mustier. Adesso Mustier saluta Unicredit, che presto avrà un nuovo amministratore delegato e un eventuale nuovo interlocutore al vertice dell’istituto per operazioni immobiliari come questa.

Nei prossimi mesi si vedrà se Arnault farà altri investimenti su Taormina e se in questo contesto andrà all’assalto dell’ex Banco di Sicilia, nella consapevolezza che il magnate transalpino dispone di una forza economica straripante, tale da rendere fattibile qualsiasi trattativa onerosa e lo ha già dimostrato in tante occasione, portando a compimento con abilità una serie di straordinarie operazioni che per molti venivano date per impossibili o quasi. L’evoluzione ancora incerta della crisi Covid nel mondo cambierà i tempi e i piani di chiunque e dovunque, così Arnault aspetterà i prossimi mesi per fare nuove valutazioni ed eventualmente aggiungere qualche nuovo gioiello alle proprietà a Taormina e in altre location italiane.

Intanto, come detto, Mustier lascia Unicredit. Le condizioni per “un accordo di risoluzione consensuale del rapporto” sono state approvate dal Cda di Unicredit in una riunione del 17 dicembre scorso. “In linea con la politica di remunerazione della banca – si legge nel comunicato – sia il rapporto di lavoro di Mustier che il suo mandato di amministrazione saranno risolti al più tardi alla data in cui l’assemblea approverà il bilancio 2020”. Tuttavia il lavoro di Mustier, che guida l’Unicredit dal luglio 2016, dovrebbe durare non più di un altro mese circa: in base alle ultime indiscrezioni sembra che la banca, che ha istruito un percorso con i cacciatori di teste di Spencer Stuart, sia intenzionata a completare il percorso di scelta del nuovo ad entro la fine del gennaio prossimo.

Il banchiere francese, in base al recente accordo – come riportato da Repubblica -, “rinuncia a qualsiasi pretesa nei confronti della banca e del gruppo, compresi gli eventuali diritti derivanti dal piano di incentivi a lungo termine 2020/2023, mentre la banca gli concede di mantenere i suoi diritti nell’ambito del piano di incentivazione a lungo termine 2017/2019, corrispondenti a 486.391 azioni Unicredit, che maturerà nel 2024”. Oggi in Borsa quel pacchetto, che un cda in febbraio consentì di erogare “sulla base della valutazione della performance effettuata”, vale 3,6 milioni di euro: che per quattro anni saranno esposti alle fluttuazioni dell’azione Unicredit e alle consuete clausole di malus e claw-back, che consentono di rivalersi sul manager in caso escano magagne in futuro.

Nell’aprile di quest’anno Mustier “aveva già rinunciato al suo potenziale diritto alla quota 2020” del piano di incentivazione a lungo termine riconoscendo “le priorità degli stakeholder della banca e come risposta personale all’impatto dell’emergenza Covid 2019”, spiega la nota. Unicredit è tra le grandi banche europee – e italiane – con le remunerazioni meno alte: lo stesso Mustier nel 2019 ha avuto compensi per 1,2 milioni di euro, e nessuno lo ha superato tra i suoi 84 mila dipendenti.

© Riproduzione Riservata

Commenti