Una nuova variante virale al Coronavirus è stata individuata in Regno Unito e adesso anche in altri Stati europei tra cui l’Italia. La vicenda sta suscitando in queste ore grande apprensione, come se non bastasse l’angoscia che il mondo sta già vivendo in attesa della vaccinazione anti-Covid.

Ma nel dare notizia di questa mutazione occorre avere grande prudenza e soprattutto evitare di scatenare ulteriore panico tra la gente, già stremata da questa lunga pandemia. “Soltanto una mutazione sostanziale del coronavirus potrebbe mettere a rischio il funzionamento del vaccino”, ha precisato Marco Cavaleri, capo delle strategie vaccinali dell’Ema (European Medicines Agency), aggiungendo: “Sarebbe preoccupante se avessimo mutazioni multiple del coronavirus, soprattutto sulla proteina ‘spike’. Credo però che per costringerci ad aggiornare il vaccino con i nuovi ceppi il virus debba cambiare in modo sostanziale. Per ora non siamo preoccupati”.

La variante inglese del coronavirus, a quanto risulta, circola già da un mese. Tre sequenze di campioni raccolti in Danimarca e uno in Australia, prelevati a novembre, sono infatti risultate essere collegate al focolaio inglese causato da questa mutazione. Ora è la volta dell’Italia ma non ci sono riscontri che questo virus possa, in particolare, inficiare la validità e l’efficacia dei vaccino.

“Si è già verificata una sua diffusione internazionale, anche se non se ne conosce l’estensione”. ha spiegato il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), in un rapporto pubblicato sul suo sito. “Le autorità sanitarie pubbliche e i laboratori di tutti i paesi europei devono analizzare i virus isolati in modo tempestivo per identificare i casi della nuova variante. Va identificato immediatamente chi ha avuto contatti con persone positive alla nuova mutazione o ha viaggiato nelle aree colpite, in modo da testarli, isolarli e tracciare i loro contatti”, afferma l’Ecdc.

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