TAORMINA – Sarà un Natale senza precedenti quello che sta per arrivare. L’emergenza Covid ha cancellato il turismo ma soprattutto ci priverà del consueto clima di festa. Il governo italiano – come del resto anche gli altri in Europa e nel mondo – nel tentativo di prevenire la terza ondata del virus ha deciso di imporre una stretta sugli spostamenti e sulle attività commerciali.

Al netto delle (inutili) polemiche e al di là di tutti gli aspetti riguardanti la crisi economica, innegabile e preoccupante, con la quale – in attesa del vaccino – si dovrà convivere anche nei prossimi mesi, c’è ancora da lottare e da resistere perché l’emergenza sanitaria non è finita. Ma in fondo al tunnel una luce confortante certamente si intravede e alimenta in termini concreta la speranza di una svolta.

Taormina, Giardini Naxos, Letojanni, i luoghi del primo polo turistico siciliano, arrivano a questo Natale e si avvicinano al mese di gennaio con un numero di contagi che complessivamente è di poco più di 50. Al momento – stando agli ultimi dati ufficiali – i casi di positività da Coronavirus, nel dettaglio, sono 26 a Taormina, 29 a Giardini e 3 a Letojanni. Senza dimenticare che anche nella zona dell’Alcantara, a Gaggi, si contano al momento 3 positivi e dall’altra parte, nel versante ionico, reggono anche Sant’Alessio e Santa Teresa di Riva.

Giardini Naxos prima e Taormina dopo, ad un certo punto, erano arrivate alla quota di circa 50 contagi, con il timore che quel dato fosse destinato a consolidarsi ulteriormente ma ad oggi si è riusciti ad abbassare la curva. Ciò significa che l’intero comprensorio sta piegando  la seconda ondata ma in particolar modo ci si sta preparando alla resa dei conti con il Covid in condizioni sanitarie tali da far sperare che sarà possibile farcela.

E’ chiaro che, a questo punto, proseguire su questa tendenza diventa fondamentale. Davanti a noi ci sono ancora un paio di mesi prima della vaccinazione, ma l’ora decisiva sarà, senza dubbio, adesso. I mesi di gennaio, febbraio e marzo, diventano la madre di tutte le battaglie. I mesi freddi e dell’influenza saranno il terreno dello scontro finale contro il Covid, in cui bisognerà difendersi con le uniche armi possibili (mascherina e distanziamento) per continuare a contenere il numero di contagi. La necessità assoluta è quella di confermare questo trend e limitare il numero dei contagi per potersi lasciare alle spalle questo incubo.

La prima ondata si chiuse, come si ricorderà, con pochissimi contagi nel nostro territorio, Taormina si fermò persino a quota zero, qualche caso (e purtroppo allora una vittima) c’era stata allora a Giardini e poi Letojanni che registrò anch’essa i suoi primi contagi solo nella seconda ondata. E di fatto anche in questa seconda ondata i cittadini di questo comprensorio stanno lottando in modo esemplare. C’è stata e ci sarà sempre qualche “pecora nera” che non usa la mascherina e non si protegge, mettendo a rischio se stesso e gli altri, ma tutto il mondo è paese e questo accade ovunque. Nel complesso va sottolineato che, sin qui, il primo polo turistico siciliano si sta difendendo bene, molto bene.

Non sappiamo ancora cosa ci attende nel 2021, il domani è un enorme punto interrogativo, l’incertezza regna sovrana e c’è ancora da combattere al cospetto di un nemico invisibile, subdolo e vigliacco, ma Taormina e l’hinterland si stanno avvicinando alla fase finale di questa guerra con un indice di contagio contenuto, tale da far pensare con un cauto ma fondato ottimismo che l’ultima battaglia si può vincere.

Non era affatto scontato che al 20 dicembre Taormina e l’hinterland stiano facendo registrare poco più di 50 contagi, mentre altrove le cose vanno decisamente peggio. I cittadini stanno scrivendo una una piccola grande impresa, anche a dispetto delle cassandre di chi sosteneva che era stato soltanto un caso e un evento fortunoso che questo territorio si fosse salvato nella prima ondata. I fatti dicono invece che c’è in corso una resistenza esemplare nella seconda ondata. Così il primo polo turistico siciliano sta arrivando all’appuntamento con l’inverno con tutte le carte in regola per arginare l’onda d’urto del virus.

C’è un comprensorio che si sta difendendo a denti stretti, con orgoglio e intelligenza, nella lucida consapevolezza che è il momento della responsabilità collettiva, serve l’impegno di tutti per mettersi nelle condizioni ideali di salvarsi e ripartire. La gente si sta comportando come deve, è stanca e stremata da questa situazione ma lo sa che questa non è la sfida del singolo ma la guerra di tutti, per difendere la vita e il futuro di una comunità.

Ricordiamoci – ma lo sappiamo benissimo – che qui si vive di turismo e si lavora cinque o sei mesi all’anno, e nel 2020 il turismo è stato letteralmente ammazzato dal Covid e dalla crisi. E’ svanito l’80% dei flussi, ma la gente sta reagendo a questo scenario tremendo con dignità e compostezza, e questo sentimento di tenace resistenza adesso merita di essere capitalizzato. La strada è tracciata: tenere il nemico fuori dalla porta, respingere l’ultimo assalto del bastardo e prepararsi poi al tentativo, arduo ma non impossibile, di rilancio. E’ questa la missione che ci aspetta, altre vie o scorciatoie verso la svolta non ce ne sono. Non bisogna abbassare la guardia, né mollare di un millimetro, perché in questa brutta storia anche i dettagli fanno la differenza.

Dobbiamo essere consapevoli che non basterà un vaccino per cancellare tutto d’incanto il disastro di questi mesi lascerà sul campo non poche cicatrici. Il turismo e l’economia non ripartiranno il giorno dopo del vaccino e servirà un pò di tempo, forse sei mesi, un anno o non sappiamo quanto esattamente, ma l’incubo non sarà eterno. Ora è il momento della speranza e soprattutto della fiducia. Bisogna credere con fermezza che dopo questo gelido Natale di sofferenza e al crepuscolo di un anno di impressionante negatività, verrà il tempo del ritorno alla vita e della libertà.

Ci riprenderemo quello che la pandemia ci sta togliendo. A sistemare tutto il resto, dalle nostre parti, ci penserà poi il fascino eterno e la forza poderosa della bellezza del nostro territorio, che da sempre accompagna i destini umani, li esalta nei momenti più belli e sa come risollevarli in quelli più difficili.

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