L’attesa è rivolta ormai alle decisioni finali e ufficiali di Palazzo Chigi ma sembrano esserci pochi dubbi sulla volontà del governo Conte di imporre nuove restrizioni sui movimenti e sul fatto che dal 24 dicembre al 6 gennaio l’Italia dovrebbe diventare zona rossa nei giorni festivi e prefestivi e zona arancione nei giorni lavorativi. E mentre si aspetta l’ufficialialità  della stretta anti-Covid per le imminenti festività, è già partito il “grande esodo” degli italiani. I treni sono sold out, in particolare verso Sud. Il dato che deve fare riflettere arriva dall’Oms che ha lanciato un appello alla prudenza collettiva. “A Natale restate a casa” è il monito dell’Organizzazione mondiale della Sanità.

La necessità è quella di scongiurare una terza ondata della pandemia. Il 27 dicembre arriveranno in Italia le prime 9.750 dosi di vaccino della Pfizer. E quanto ha comunicato il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri nel corso della riunione tra governo e Regioni. Le dosi arriveranno all’ospedale Spallanzani di Roma e da lì partirà la distribuzione simbolica in tutta Italia in modo che nello stesso giorno si potranno somministrare i vaccini in tutte le Regioni.

“L’indice RT già questa settimana sale da 0,82 a 0,86, perciò è necessario, per arginare la risalita dei contagi, disporre dal 24 dicembre al 6 gennaio la zona rossa in tutta Italia nei giorni festivi e prefestivi e la zona arancione nei giorni lavorativi”. Queste le parole del ministro della Salute, Roberto Speranza alle Regioni.

Nel periodo delle festività si potrà, comunque, uscire dal territorio dei piccoli Comuni sotto i 5mila abitanti, entro un raggio di 30 km. E’ la decisione che il governo avrebbe già comunicato alle Regioni. Non ci si potrà però muovere per andare nei Comuni capoluogo, anche se si trovano entro un raggio di 30 km.

Secondo lo studio Anaao Assomed, intanto, sui posti letto di terapia intensiva utilizzati per il Covid e sulla carenza degli anestesisti: in 15 regioni viene superato il limite di sicurezza del 30% e ancor più terribile è la situazione del personale specialista in anestesia e rianimazione. Da almeno 4 anni i bandi di concorso vanno semideserti e per il funzionamento dei posti, vecchi e nuovi, di terapia intensiva mancano ben 3.101 anestesisti.

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