Daniele Andronaco

TAORMINA – Gli operatori economici guardano con crescente apprensione al nuovo anno e temono che la prossima stagione turistica possa essere ancora una volta condizionata dall’emergenza sanitaria che ha innescato una grave crisi del turismo.

“Siamo seriamente preoccupati per il 2021 e non ci sono segnali di ripresa che ci facciano ben sperare – afferma il direttore provinciale di Confesercenti, Daniele Andronaco -. A Natale non ci sarà modo di lavorare, e anche provvedimenti come le chiusure alle 18 non hanno avuto alcun senso. Ristoranti e bar dovevano essere messi nelle condizioni di lavorare sino alle 22, almeno per limitare i danni. Guardando al nuovo anno vogliamo sperare che la svolta possa arrivare al più presto ma ad oggi le previsioni non sono rosee. Auspichiamo che possa scattare al più presto la campagna vaccinale ed è evidente che se il vaccino dovesse avere gli effetti sperati cambierebbero le prospettive. Ma solo dopo Pasqua capiremo l’evoluzione delle cose”.

“A vedere Taormina vuota come in questi giorni mi si è spezzato il cuore. La crisi è globale ma non bisogna rimanere fermi per aspettare non si sa chi e cosa, bisogna anche avere la forza di cominciare a creare i presupposti per il futuro, attraverso intanto dei tavoli tecnici. Sarebbe un errore rimanere con le mani in mano”.

Andronaco ipotizza un ritorno decisamente graduale alla normalità: “Il dopo sarà comunque diverso da prima e non possiamo pretendere che si potrà tornare subito ai consueti flussi del turismo straniero. Si dovrà puntare di più, almeno all’inizio sul turismo europeo e ripartire dai mercati tradizionali”.

Confesercenti, intanto, sui tributi chiede che il 2020 sia “anno bianco fiscale”: “Il turismo e stato azzerato dalla crisi, quindi si dovrebbe valutare un azzeramento totale delle imposte e al di là dei ristori arrivati in maniera blanda, se davvero si vuole dare una mano alle tante attività che non hanno lavorato vanno eliminati i tributi di quest’anno. I soldi non ci sono ora e non ci saranno a marzo, non ha senso rimandare le scadenze dei pagamenti perché chi non ha incassato non avrà comunque la disponibilità neanche fra 3 mesi”.

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