il presidente del consorzio Centro Commerciale Naturale Taormina, Salvo Fiumara

TAORMINA – “Il Natale a Taormina, come nel resto d’Italia, darà poche opportunità di poter lavorare agli operatori economici. Bisogna guardare avanti e siamo molto preoccupati per la prossima stagione. Ad oggi le premesse sono quelle di un’altra stagione di sofferenza”. Lo ha dichiarato il presidente del Consorzio Centro Commerciale Naturale di Taormina, Salvo Fiumara, che al tramonto di un’annata da incubo per il turismo e per il commercio della Perla dello Ionio non fa mistero della sua preoccupazione per il 2021.

“Il periodo in cui tradizionalmente Taormina si riempiva dal 24 dicembre al 6 gennaio – spiega Fiumara – stavolta sarà un ennesimo momento in cui non si potrà lavorare perché le restrizioni imposte dal governo renderanno impossibili gli spostamenti tra comuni e quindi toglieranno anche quel minimo di flussi che potevano dare un po’ di ossigeno agli operatori economici. La preoccupazione maggiore a questo punto è per la prossima stagione perché secondo gli esperti si prevede una terza ondata, i tempi e le dinamiche della campagna vaccinale sono ancora incerti e c’è il rischio evidente di arrivare alla primavera con il permanere di questa situazione”

Fiumara lancia poi bordate alla politica nazionale e regionale per il trattamento riservato alla Città di Taormina: “Forse a Roma qualcuno non sa o fa finta di non sapere che la nostra città è la prima realtà del turismo in Sicilia e tra le più importanti in assoluto al Sud e nel Paese. Dovrebbero spiegarci perché Taormina viene considerata dal governo un luogo come altri e in pratica è stato escluso dai ristori per il turismo, negati non solo a noi ma all’intera provincia di Messina e alle Eolie. Hanno inserito Catania ma il nostro territorio no. Forse qualcuno non sa o non ha ben presente che Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola rappresentano il primo polo turistico siciliano e insieme con le Isole Eolie sono i luoghi più visitati della nostra isola. Siamo, quindi, di fronte a una valutazione inconcepibile, un paradosso inaccettabile. Ma altrettanto grave è che nel nostro territorio nessuno abbia eccepito nulla e che questo problema non sia stato posto”.

Il presidente del CCN lancia poi l’allarme sul futuro delle attività che, per colpa della crisi, potrebbero finire nel mirino di speculatori e acquirenti senza i necessari crismi della legalità: “Il pericolo c’è sicuramente e auspico anzi che non ci sia una sottovalutazione di questo rischio. Taormina attrae da sempre enormi interessi e la crisi può innescare ulteriori situazioni da monitorare. In tal senso ha fatto bene il procuratore della Repubblica di Messina nel dichiarare anche di recente che il nostro territorio potrebbe richiamare richiamare l’attenzione di soggetti dediti ad attività illecite e c’è la necessità, quindi, di cercare di salvaguardare il tessuto economico locale da queste infiltrazioni e da ogni forma di speculazione”.

“I segnali non sono incoraggianti ma la speranza – conclude Fiumara – è che possa esserci un’accelerazione nella lotta al virus e che in primavera si possa arrivare ad un primo punto di svolta”.

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