Salvo Brocato

TAORMINA – “A Taormina siamo in un momento storico particolare e bisogna fare attenzione alle logiche del mercato affinché la crisi non incida a tal punto da modificare il turismo nel nostro territorio con i fenomeni come quello delle richieste di cambi di destinazione d’uso di strutture alberghiere, e quindi ricettive, in delle case residenziali”. Il monito è arrivato dal Presidente della Prima Commissione Consiliare, Salvo Brocato, che ha invitato così non soltanto l’Amministrazione, ma anche le opposizioni e le associazioni di categoria a valutare l’opportunità di “un confronto strategico sulle linee guida per la fase successiva all’emergenza sanitaria”.

In particolare il fenomeno sul quale punta l’attenzione Brocato è quello del rischio che su alcuni immobili dell’industria locale dell’ospitalità possano arrivare, magari attraverso nuove proprietà, delle richieste di cambio di destinazione d’uso per convertirle in strutture residenziali, che il privato potrebbe far diventare delle seconde case o, soprattutto, utilizzare per locazione di appartamenti.

“In passato – evidenzia il consigliere di maggioranza Brocato – abbiamo fatte battaglie importanti a Taormina, anzi provvidenziali anche per l’economia del territorio. Ricordo ancora, a suo tempo, quando nel 2006 l’attuale Hotel Metropole era allora in attesa di una ristrutturazione dopo tanti anni di chiusura e c’è chi voleva frammentare l’edificio in dei mini-appartamenti che sarebbero stati occupati soltanto nel periodo estivo. Per fortuna poi il Comune si è opposto a quella proposta e quell’edificio è stato recuperato come albergo, è tornato ad essere funzionale come hotel e si è ripreso il ruolo di una delle strutture simbolo della ricettività in paese, come era giusto che fosse. In altri casi si sono verificati esempi di ristrutturazione di tecnici intraprendenti che hanno trasformato i terrazzini in bow-windows e in delle chiusure estemporanee. Occorre stare attenti, quindi, affinché non si verifichi il fenomeno di trasformazioni degli alberghi in case. Il passo è molto breve per camuffare poi delle attività in alberghi finti o surrogati di alberghi”.

“Sia chiaro che nessuno vuole danneggiare chi viene qui ad investire – ha aggiunto Brocato – ma l’argomento va attenzionato e dobbiamo ricordare che gli alberghi pagano le tasse, pagano la spazzatura e l’acqua maggiorata, sostengono costi onerosi per la Tari e l’Imu e chi trasforma un albergo in una casa residenziale potrebbe trarne un vantaggio e così provare ad eludere queste ulteriori tasse di cui doversi fare carico. Dovremo fare attenzione ai cambi di destinazione d’uso e occorrerà ragionare sul trend di questo territorio anche con le associazioni di categoria perché queste scelte danno poi un indirizzo strategico per il futuro della ricettività in città. C’è da sperare che non si verifichi l’inizio di una “controtendenza” visto che per la prossima stagione, per altro, non si intravedono grossi spiragli di ripresa per il turismo”.

© Riproduzione Riservata

Commenti