Pietro D'Agostino

TAORMINA – “Chiuderemo quest’anno con almeno il 70% di perdite e con l’ulteriore beffa di un Natale che in questi termini non ha precedenti ma ora la preoccupazione è per un 2021 che va programmato sin da questo momento. La crisi è internazionale, c’è l’incertezza sui tempi e l’efficacia che avranno i vaccini, ma Taormina non può aspettare ferma, immobile, l’evoluzione degli accadimenti”. Il monito arriva dal presidente dell’Associazione Commercianti Taormina, lo chef stellato Pietro D’Agostino, che archivia un’annata da incubo ma oltre ad analizzare il momento di grande sofferenza degli operatori economici taorminesi guarda già a quello che potrà essere lo scenario in vista dei prossimi mesi.

“Stiamo vivendo una pandemia che sembra quasi infinita, visto che va avanti ormai da quasi un anno – spiega il presidente di Act, D’Agostino -. La situazione per alcuni versi è surreale perché abbiamo speso soldi per adeguare le attività e nel mio caso, nel settore della ristorazione, i nostri locali, che sono stati dotati di tutte le misure anti-contagio. Abbiamo anche ridotto i coperti e garantito il distanziamento ma non è bastato ad evitare chiusure, riaperture a singhiozzo e con orari impossibili. Noi più di questo non possiamo fare. Comprendiamo il momento, siamo consapevoli che c’è un’emergenza sanitaria globale ma aspettiamo un segnale che ci dia modo di far sopravvivere le nostre attività. Qualche aiuto dallo Stato è arrivato ma non basta per coprire le spese: bisogna pagare le utenze e gli affitti, che a Taormina sono alti. Se non cambiano le cose, come si fa a rimettere in moto “la macchina” dell’economia del territorio? Io uno dei miei due ristoranti l’ho aperto ma molti colleghi non hanno potuto fare lo stesso. Abbiamo fatto sconti e menù speciali ma sempre di nostra iniziativa”.

“Abbiamo detto e ribadiamo che lo Stato, il governo nazionale e quello regionale devono fare la propria parte ma anche a livello locale il Comune qualcosa in più dovrebbe fare per cercare di intercettare almeno un minimo di flussi. Non si può restare fermi ad aspettare che la pandemia finisca perché in quel momento divere attività non ci saranno più. E’ necessario lavorare adesso con le promozioni, cercare di coinvolgere i tour operator e gli addetti ai lavori. Non si può navigare a vista”.

Ma il 2021 sarà davvero un anno di rilancio? “Dipende molto dal vaccino – afferma D’Agostino -, se avrà efficacia e in che tempi si effettuerà la campagna vaccinale. Nell’immediato avremo un ulteriore contraccolpo con un Natale in cui il non consentire neanche gli spostamenti da un Comune all’altro sarà un’altra mazzata per una realtà come Taormina. Con i nostri associati stiamo contattando i tour operator e c’è la richiesta per il 2021 ma anche una certa titubanza a confermare le possibili prenotazioni, per via dell’incertezza. Al momento i mercati del Nord Europa sono quelli più interessati a visitare Taormina ma c’è anche un interesse importante per la nostra città dalla Russia, e dagli Stati Uniti, un mercato importante che potrebbe sbloccarsi e tornare qui il prossimo anno. Bisogna cercare di proporre una Taormina 2.0, rinnovarsi e investire sui nuovi mercati senza dimenticare quelli tradizionali come Francia e Inghilterra che hanno fatto la nostra storia”.

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