TAORMINA – L’opposizione chiede al Consiglio comunale di Taormina di impegnare l’Amministrazione a disporre una rilettura dei consumi sulle utenze idriche a Taormina e la contestuale proroga dei pagamenti a partire dal mese di aprile 2021. La richiesta è arrivata con apposito ordine del giorno urgente presentato dai consiglieri Antonio D’Aveni, Salvo Cilona, Claudio Giardina, Alessandra Cullurà e Pina Raneri. La proposta verrà adesso discussa nei prossimi giorni in aula. Nel settore del servizio idrico il Comune ha circa 10 milioni da recuperare ma la crisi renderà complicato il rientro delle somme per la crisi che sta colpendo cittadini e imprese.

Nel dettaglio, viene prospettata la possibilità di disporre ”la revoca della delibera di giunta n. 304\2020”, “la sospensione immediata delle richieste di pagamento dei ruoli accertati nel 2020” ed inoltre si propone di “chiedere ad Asm la rilettura di tutti consumi delle utenze presenti in città”. Se dovesse essere accolto il documento vi sarebbe anche l’impegno al pagamento dei suddetti ruoli 2020 a partire dal mese di aprile 2021 in 3 rate, e cioè 30 aprile 2021, 30 giugno 2021, 31 agosto 2021.

Nel valutare questa iniziativa è stata richiamata la situazione conseguente all’emergenza sanitaria COVID-19 che ‘ha aggravato notevolmente la situazione economica e finanziaria sia dei cittadini che delle attività produttive presenti sul territorio comunale”.

“Proprio in ragione della crisi – per i consiglieri -, corre l’obbligo per un Amministrazione attenta, di cercare di alleviare detta criticità (o, quantomeno non aggravarla) e di venire incontro sia ai cittadini che alle attività produttive; in questi giorni molti cittadini hanno lamentato il recapito di bollette dell’acqua esose rispetto al passato, con incrementi fino a tre volte di più rispetto ai consueti importi. L’accaduto induce a far ritenere che vi siano stati significativi errori nella bollettazione”. Si evidenzia nell’odg che “una situazione del genere sta causando dei veri e propri “pellegrinaggi” presso gli uffici tributi al fine di ottenere la rettifica dei conteggi”.

‘Il doversi recare presso gli uffici comunali, specie in una situazione dove viene consigliato di uscire il meno possibile – concludono i consiglieri -, sta creando grandi disagi all’utenza e sta gravando gli uffici stessi di lavoro extra che si sarebbe certamente potuto evitare. Una errata bollettazione creerebbe, tra l’altro, un aumento non giustificato degli importi da annotare in residui attivi (che come si ricorda devono essere certi, liquidi ed esigibili), con le ovvie refluenze sul redigendo bilancio, il quale, in presenza di residui attivi non certi e dunque non esigibili, potrebbe porre grandi problemi in ordine all’ attendibilità del bilancio stesso”.

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