il prof. Mario Bolognari, sindaco di Taormina

TAORMINA Al tramonto dell’anno più difficile di sempre per la città, si riaffaccia la prospettiva di un rimpasto nella maggioranza del sindaco Mario Bolognari. Alcune componenti dell’aggregazione di governo spingono infatti ormai da tempo per riaprire la discussione su alcune “caselle” politiche che riguardano in particolare la Giunta ma anche il futuro di Asm.

Si era già deciso di tornare a parlarne dopo l’approvazione del bilancio di previsione e poi c’è stata anche l’emergenza sanitaria. Lo schema finanziario è stato esitato il 26 novembre scorso e arriverà a giorni in Consiglio comunale per la votazione. A questo punto, con l’inizio del nuovo anno, si riaprirà il confronto in maggioranza con alcuni gruppi che reclamano ulteriore rappresentanza politica. In primis c’è il gruppo che fa capo a Mario D’Agostino che vorrebbe un assessorato e l’indiziato ad uscire è l’assessore Alfredo Ferraro, nominato ad inizio 2019 dal sindaco con delega al Bilancio per sostituire il dimissionario Giuseppe Caltabiano.

Il patto del 2019. Il 21 ottobre 2019 fu la maggioranza stessa ad annunciare in un documento che “come fin dall’inizio concordato con Ferraro, assessore tecnico indicato nell’ottica di incarichi a progetto, raggiunto l’obiettivo del bilancio preventivo 2020, si procederà alla nomina di un assessore con caratteristiche politiche, chiedendo a Ferraro di rimanere nella squadra con una funzione più tecnica”.

La strategia del sindaco. Ferraro pare destinato, quindi, a lasciare la Giunta, anche se Bolognari non sembra così convinto di privarsi del supporto dell’assessore al Bilancio e, per altro, in questo momento di difficoltà legato ai riflessi della crisi pandemica il primo cittadino ritiene che ci debbano essere altre priorità da affrontare con immediatezza in città – a partire evidentemente dalla crisi economica e del turismo – rispetto all’ipotesi di un rimpasto. La strategia del primo cittadino, in sostanza, sarebbe quella di prendere tempo e “congelare” per adesso i discorsi su avvicendamenti e cambi di poltrona. Ad oggi la volontà del primo inquilino di Palazzo dei Giurati sull’eventualità del rimpasto è quella di riparlarne più avanti.

I nomi. Oltre al gruppo D’Agostino, che potrebbe rilanciare il nome di Alfio Auteri per la casella da occupare in Giunta, in ogni caso c’è anche il gruppo Caltabiano in attesa di sviluppi. L’assessorato di Ferraro, d’altronde, era in precedenza in quota al gruppo che fa riferimento al vicepresidente del Consiglio, Alessandra Caltabiano, che ad oggi non esprime una rappresentanza nell’esecutivo o ai vertici di altri enti. Secondo alcune voci, a due anni dalle dimissioni per la lite con i revisori, non sarebbe neanche da escludere che Giuseppe Caltabiano possa rientrare a sorpresa in Giunta.

C’è fermento anche sul fronte Asm. Il liquidatore Antonio Fiumefreddo sta cercando di chiudere la fase decennale di commissariamento dell’azienda e riportarla alla normalità gestionale. Servirà ancora tempo visto che dovranno arrivare in Consiglio i bilanci 2011-2019 in fase di revisione. Anche qui il gruppo D’Agostino spinge per esprimere il nominativo del successore di Fiumefreddo. Ma si parla da tempo di una nomination per il consigliere di maggioranza Giuseppe Sterrantino. E sempre per Asm altre voci vorrebbero in corsa sempre l’ex assessore Caltabiano.

Fiumefreddo bis? L’intesa sancita in maggioranza nell’ottobre 2019 prevede che sul futuro Cda “le nomine degli amministratori saranno di competenza del sindaco, che concorderà nominativi di persone competenti con le componenti politiche già individuate dal coordinamento”. Deciderà Bolognari, che però potrebbe spiazzare tutti (o quasi) optando per la decisione di far guidare ancora a Fiumefreddo la transizione del dopo liquidazione. Il primo cittadino non vuole tornare al caos delle passate gestioni politiche di Asm e valuta la conferma di Fiumefreddo. Ad avvalorare questa soluzione c’è l’ottimo rapporto tra sindaco e liquidatore, la consapevolezza che Asm andrà incontro ad un 2021 complicato e dare continuità al percorso avviato da Fiumefreddo (cha sta presentando intanto, in questi giorni, i bilanci 2011-2019 dell’azienda) potrebbe fare la differenza. E all’orizzonte si affaccia la prospettiva – non marginale – dei risvolti giudiziari che potrebbero interessare Asm nei prossimi mesi.

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