TAORMINA – Stangata in arrivo per le attività economiche della città sulla Tari? Alle porte di Natale, la prospettiva sembra questa, quando mancano poche settimane al termine dell’anno e non ha fatto ritorno in Consiglio comunale l’apposita proposta di delibera. L’argomento alla fine dello scorso settembre era arrivato in aula e il regolamento fu poi rinviato ad un’ ulteriore discussione e per la relativa deliberazione in Consiglio che, a distanza di due mesi, ad oggi non c’è stata.

C’è forte preoccupazione tra gli operatori economici sulla Tari 2020, il cui regolamento era atteso in Consiglio già da qualche settimana per una determinazione dell’assemblea in linea con le problematiche determinate dalla crisi economica per l’emergenza sanitaria. I tempi si sono allungati e in assenza di una deliberazione del Civico consesso, ad oggi salterebbe l’opportunità di una riduzione dei costi a carico delle attività economiche per questa annualità caratterizzata dall’emergenza Covid e così si rischierebbe di dover applicare in via automatica le tariffe del 2019, con una beffa per le imprese del settore ricettivo e commercio. I vertici di Palazzo dei Giurati avevano anche preannunciato la convocazione a stretto giro delle associazioni di categoria per discutere la spinosa questione ma il confronto, sin qui, non c’è stato. L’Amministrazione aveva chiesto il rinvio del punto sul regolamento della tassa dei rifiuti per aggiornare la delibera. Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), com’è noto, nel 2020 ha disposto l’abbattimento del 25% del costo variabile che per Taormina equivale ad un importo di sole 81 mila euro.

Sulla Tari è stata prospettata agli utenti la possibilità di ottenere uno sconto sull’importo 2020 ma attività come il 10% degli hotel della città non hanno neanche aperto ed altre ancora sono rimaste operative per pochi mesi. Per queste strutture ci sarebbe, insomma, la beffa di dover comunque pagare una spesa per un servizio di cui alcune strutture non hanno usufruito.

L’ente locale, con l’esecutivo che ha da poco esitato un bilancio di previsione 2020 definito “un bilancio in epoca di guerra”, non può procedere a proprie spese alla relativa compensazione e si tratta di cifre, tuttavia, che difficilmente tanti operatori potrebbero pagare. La Regione Sicilia ha previsto una serie di fondi per i comuni che adotteranno atti che diminuiscano il carico tributario dei cittadini. La Regione prevede di attribuire a Taormina quasi 500 mila euro e il Comune si è mosso per ottenere altri fondi. Ma si va ormai verso una corsa contro il tempo per evitare la stangata di Natale, un regalo di fine anno che sarebbe decisamente indigesto per tanti operatori economici locali.

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