il presidente del Consorzio, Mauro Passalacqua

TAORMINA – Il sindaco Mario Bolognari, ha nominato i nuovi rappresentanti del Comune di Taormina nell’assemblea del Consorzio Rete Fognante. Nei mesi scorsi il primo cittadino, così come anche i suoi colleghi di Letojanni, Giardini e Castelmola con i rispettivi rappresentanti, aveva revocato le nomine nell’assemblea per la necessità di un chiarimento normativo con la Regione sulla composizione della stessa. Adesso Bolognari ha effettuato le nuove nomine ed è stata confermata l’indicazione di Mauro Passalacqua, attuale presidente del Consorzio, che va verso la riconferma anche d’intesa con gli altri tre comuni del Consorzio. Insieme a Passalacqua, Bolognari ha indicato per l’assemblea anche Alessandro Costa (omonimo del sindaco di Letojanni, ndr) e Pietro Ruccella. I primi due sono stati confermati come da precedente nomina, Ruccella subentra invece al non riconfermato Antonio Lombardo.

Il Consorzio – come ha spiegato Bolognari – è attualmente privo di organi statutari e “pertanto si rende necessario procedere alla nomina della nuova assemblea, affinché il Consorzio sia messo nelle condizioni di poter operare”. Le nomine sono state effettuate “vista la recente relazione conclusiva dell’intervento ispettivo dell’Assessorato delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, notificata al Comune di Taormina in data 17 agosto 2020, secondo la quale “tutte le nomine, le designazioni e le revoche attribuite dalla vigente legislazione nazionale o regionale ai comuni o alle provincie sono di competenza, relativamente, del sindaco o del presidente della Provincia”. Da qui il nuovo atto di nomina dei rappresentanti della casa municipale nell’assemblea consortile, con una mossa che verrà effettuata ora in termini procedurali anologhi anche dai sindaci degli altri tre comuni.

La Regione Siciliana, in sostanza, di recente ha riscontrato un’irregolarità procedurale che c’era stata al vertice del Consorzio ma ha “assolto” i quattro sindaci del Consorzio Rete Fognante sulla discussa decisione, a suo tempo assunta, di entrare a far parte del CdA del Consorzio e dunque avocare a sé quelle cariche

“Per quanto riguarda la nomina dei sindaci deliberata dall’assemblea consortile il 18 giugno 2019 – – secondo la Regione – si è riscontrata l’irregolarità causata con l’adozione di tale atto, avvenuta in violazione dello statuto, tuttavia tale irregolarità risulta essere stata superata con la revoca operata dai sindaci dei rispettivi rappresentanti in seno all’assemblea consortile, nonchè alla mancata accettazione della nomina degli stessi quali componenti del CdA”. Determinante, quindi si è rivelata la mossa dei sindaci che nei mesi scorsi avevano revocato le rispettive determine con le quali erano stati indicati e nominati i propri rappresentanti nell’assemblea: un passo indietro che ha “sanato”, di riflesso, il problema e ora spalanca le porte alle nuove nomine.

© Riproduzione Riservata

Commenti