Giuseppe Santoro

“La situazione che stiamo vivendo, purtroppo, è catastrofica. Certamente non è colpa dei nostri ristoratori e albergatori, che ben poco possono fare in una situazione del genere. Registriamo l’assenza del Governo Conte, che poco ha fatto e poco sta continuando a fare per la categoria. Un governo incapace non ha compreso cosa sta avvenendo nell’indotto, non ha compreso e neanche aiutato: vedi i nostri stagionali che per un codice Ateco, sono stati abbandonati a se stessi. Qualcuno si è organizzato in gruppi volontari, cercando aiuti e facendo pressioni, ma alla fine decisamente poco è cambiato. La Naspi – grazie al governo Renzi che l’ha introdotta nel 2015 – non ha aiutato questo settore e anzi ha tolto risorse fondamentali a chi lavora da tanti anni con un impiego stagionale e dal turismo stagionale trae l’unica fonte di sostentamento”. E’ l’amaro monito di Giuseppe Santoro, presidente della Federazione Italiana Pizzaioli, che in un’intervista a BlogTaormina racconta la situazione drammatica del settore della ristorazione ma più in generale dell’intero comparto del turismo. L’amaro racconto della crisi – con una fotografia dei fatti impietosa e pienamente condivisibile, arriva da un siciliano che conosce bene questo territorio: Santoro è di Giardini Naxos e le sue parole e i suoi sentimenti sono quelli del primo polo turistico siciliano che sta lottando con le proprie forze e i pochi aiuti dallo Stato contro un’emergenza sanitaria ormai diventata un attacco al cuore dell’economia locale.

Santoro è uno dei noti pizzaioli italiani, uno dei fuoriclasse della pizza, apprezzato non solo nel nostro Paese ma anche all’estero. E’ uno di quelli che al di là del business personale ha dato lustro al made in Italy mettendo il suo talento al servizio dell’arte della pizza. A lungo è stato impegnato in diversi progetti in giro per il mondo: in Svizzera, Emirati Arabi, Cina, Malesia, e non ultima l’Australia dove ha vissuto fino a un anno fa. Oggi lotta anche lui affinché tutte le professionalità del turismo riescano a resistere a questo tsunami e riuscire a riemergere nel 2021, che tutti noi ci auguriamo possa essere il momento del ritorno a una vita normale.

“Il turismo e stato messo in ginocchio, gli annunci a ripetizione, tanti DCPM a volte discutibili, o addirittura poco chiari, hanno creato e stanno creando ancora moltissimi problemi – spiega Santoro a BT – Di turismo vivono Taormina, Giardini Letojanni e il circondario, il bacino dei lavoratori arriva a volte oltre i 40km. Il nostro è un settore che ha un indotto coinvolto che va dal food con le imprese di materie prime, al settore carne-pesce-ortofrutticolo, cantine, acqua, alcool in generale”.

“Sono più di 100 le aziende che operano sulle nostre zone, ma oggi è tutto fermo con gravi perdite non solo economiche dovute alle mancate vendite, ma persino con la beffa del governo che con queste politiche “apri e chiudi” ha creato pesanti sofferenze anche nelle scorte di magazzino di merce acquistata per sostenere un’apertura che poco ha dato. Nei mesi scorsi, le frontiere chiuse hanno cambiato i flussi, sono state soltanto un turismo mordi e fuggi concentrato in minima parte nei weekend, tante le strutture che avendo avuto disdette hanno preferito rimanere chiusi, tante le persone rimaste a casa, con non poche difficoltà, gli avvisi di governo, con fantomatici bonus, proroghe, aiuti non sono stati sufficienti, 600€ per le imprese sono bazzecole, 1000 euro per una stagione persa per una Famiglia il cui reddito ed entrate deriva dal lavoro stagionale è miseria. Servono aiuti veri e adeguati, ma prima di tutto pretendiamo rispetto”. 

“Molti stagionali, che nel periodo invernale andavano al Nord nelle zone sciistiche come Austria e Svizzera sono rimasti fermi, con gravi ripercussioni, in pochi sono riusciti a lavorare per 2/3 mesi effettivi che in numeri concreti vuole dire, sì e no, maturare il diritto ad un mese e mezzo di Naspi. E con quella mensilità ci dovranno vivere tutto l’autunno e inverno. Ma vi sembra una cosa possibile? Se ripresa ci sarà, parliamo forse di Aprile, ma i dati non sembrano essere a favore nostro, sono tante le voci contrastanti che provengono dai portavoce di turno di governo e altri enti ed esperti vari, che sicuramente non rassicurano le categorie con le loro contrastanti parole ed anzi, non trasmettono sicurezza sul mercato”.

Giuseppe Santoro

“La verità è che siamo stati abbandonati a noi stessi. Mentre in altri Stati dell’Europa tutti vantano – a pieno titolo – di aver fatto interventi massicci per salvaguardare aziende e dipendenti, e mi riferisco a Germania, Francia, Austria e Spagna, noi in Italia non siamo neanche il fanalino di coda. I sindacati sono poco presenti o addirittura assenti, si parla di richieste a loro dire fatti in questi anni sul territorio ma di cui nessuno riconosce o ne percepisce i benefici”.

“La stagione che verrà sarà sicuramente una replica di questo 2020: una ripresa lenta ci aspetta, bisognerà reinventarsi puntare su un turismo nazionale, perché sicuramente i movimenti tra Stati saranno ancora in parte penalizzati. Senza parlare di altri Paese che hanno immesso moneta sui mercati, per salvaguardare posti di lavoro e imprese. Con i fatti e non “sparando” numeri a caso e aiuti che, purtroppo, ahinoi, nessuno o quasi ha visto se non nei grafici di trasmissioni televisive. Ma nella realtà tutto tace e i riscontri sono pochi”.

“Le perdite sono enormi, per chi ha voluto rischiare rimanendo aperti: si parla di 70/80% di perdite, ma vista l’assenza dello Stato quel 15% o 20% potrebbe aiutare le piccole aziende, bar/pizzerie/pasticcieria a vivere in alcuni casi e direi sopravvivere. Ricordiamoci che alcune strutture alberghiere, e le case vacanza e i b&b, hanno delle prenotazioni quasi pari a zero. La situazione è drammatica e ci aspettiamo un aiuto concreto”.

“Noi non ci arrendiamo ma lo Stato deve fare la sua parte. Tra l’altro proprio in questo momento, per quanto riguarda il mio settore, stiamo portando avanti un corso aperto a tutti i professionisti e non, un’iniziativa che ho deciso in prima persona di promuovere e portare avanti per qualificare ed anzi riqualificare le professionalità in previsione della prossima stagione, e seguirà poi anche un corso da Barman tenuto da Filippo Pagano e Paolo Musarella, Corso di Gelatiere e un altro corso di pastaio. Con l’inizio del 2021, Covid permettendo, abbiamo in calendario diverse MasterClass e un laboratorio del Gusto, dove imparare e rivisitare vecchie ricette dei nonni”. 

“Al presidente Conte non ci resta che dire che i consulenti saremmo dovuti essere noi, presidenti di associazioni di categoria e professionisti del settore, perché siamo noi che viviamo la quotidianità e la realtà, siamo noi che viviamo questa crisi sulla nostra pelle e conosciamo il fabbisogno dei nostri dipendenti e quelli aziendali. Chiediamo che si blocchino i versamenti di tasse e imposte, di azzerare l’Iva per tutto il 2021 e quello che è rimasto del 2020, di farsi carico delle cassa integrazione in maniera tangibile con versamenti adeguati e puntuali”.

“Ai sindaci di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola chiediamo, invece, il blocco di ogni imposta, sui tributi acqua, rifiuti e Imu, sia per le imprese che per le famiglie. Ci aspetta un periodo ancora drammatico, e un ripresa molto lenta, Gli aiuti più concreti sono questi da effettuare adesso, in maniera immediata. Mi permetto di dire che è inutile inviare delle cartelle a casa: le famiglie le aziende non possono pagarle, ciò comporterà nel futuro delle sanzioni che coinvolgeranno gli enti preposti al recupero con interessi, un danno nel danno che ci porteremo dietro per i prossimi anni ma non si può combattere con l’abbandono a se stessi”.

“Al governatore Musumeci chiediamo, infine, che di faccia portavoce con il governo e che prenda posizioni concrete in aiuto alle imprese e ai lavoratori del turismo, stagionali e non. Tutta la nostra isola vive con delle basi che si fondano, in modo imprescindibile, su turismo e ristorazione. E’ il momento di intervenire concretamente. Non è più tempo di parole, è l’ora dei fatti”.

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