TAORMINA – Il Comune di Taormina prova a dare una svolta alla riscossione dei tributi che ha rappresentato nell’ultimo ventennio la nota dolente della situazione di Palazzo dei Giurati. Così arriverà il 3 dicembre in Consiglio comunale la proposta di delibera della Giunta di esternalizzare la riscossione coattiva delle entrate comunali. Nel tempo le mancate entrate sui tributi a Taormina hanno raggiunto e superato quota 20 milioni di euro, un importo esorbitante che ha contribuito in modo determinante ad alimentare i problemi economici dell’ente, che al momento e’ in fase di piano di riequilibrio.

“La riscossione attiva a mezzo ruolo – spiega l’assessore al Bilancio, Alfredo Ferraro – non ha conseguito risultati ottimali, in considerazione della bassa percentuale di riscossione. Pertanto è necessario operare una scelta sulla futura modalità di gestione della riscossione coattiva delle entrate comunali. L’attività di accertamento a contrasto dell’evasione e dell’elusione e della morosità dei pagamenti ha comportato la notifica di un considerevole numero di avvisi di accertamento, per importi rilevanti, la cui riscossione anche coattiva, determina l’efficacia complessiva dell’azione di contrasto e, visto l’attuale dimensionamento dell’ufficio tributi, appare opportuno affidare la riscossione coattiva delle entrate ad un soggetto esterno strutturato adeguatamente sia sotto l’aspetto della preparazione specifica nella gestione delle complesse procedure legate al recupero crediti, sia per la quantità del personale dedicato a tali procedure e che abbia l’efficacia degli strumenti tecnologici in dotazione”. 

Queste le imposte sulle quali si punta al recupero delle somme non introitate e sulle quali il Comune indica l’importo complessivo presunto da recuperare: cosap (833 mila euro); sanzioni codice della strada (730 mila euro); imposta di soggiorno (792 mila euro); servizio idrico (2 milioni e 750 mila euro); Tari (Un milione 803 mila euro); Imu-Tasi (12 milioni e 453 mila euro) e imposta pubblicità (136 mila e 500 euro). Il tutto per un ammontare di 21 milioni e 202 mila euro di somma complessiva che la casa municipale punta a recuperare. L’importo da recuperare sugli anni precedenti e’ di 8 milioni. Ovviamente il tutto inserisce in quadro reso ulteriormente più complicato dai risvolti economici e sociali dell’emergenza sanitaria che sta mettendo in difficoltà’ cittadini e imprese. Sul carico stimato dal Comune viene ipotizzata una performance di incasso medio pari al 23 per cento, calcolando un importo presunto di incasso complessivo pari a 4 milioni e 862 mila euro. Applicando a tale importo l’aggio a base di asta si calcola insomma un valore aggiunto di 729 mila euro. La concessione che effettuerebbe il Comune al privato sarebbe di cinque anni prorogabili per ulteriori due anni. La palla passa adesso al Consiglio comunale.

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