il sindaco di Castelmola, Orlando Russo

CASTELMOLA – Il Comune di Castelmola fa ricorso contro il nuovo Piano paesaggistico. Apposita istanza contro l’assessorato ai Beni Culturali è stata presentata dall’Amministrazione del sindaco Orlando Russo con atto e relativa memoria difensiva a cura del prof. Aldo Tigano, legale incaricato per affrontare quella che viene ritenuta dal primo cittadino “una battaglia a tutela del territorio”.

Il ricorso del Comune di Castelmola è stato inviato all’Ufficio legislativo e legale della Regione Siciliana ed evidenzia che “se il primogenito Piano Paesaggistico approvato con decreto del 29 dicembre 2016 è stato oggetto di annullamento giurisdizionale con sentenze del Tar di Catania, non è esatto qualificare come irrilevante ai fini dell’interesse al ricorso per motivi aggiunti l’adozione del successivo decreto del 12 giugno 2019, impegnato con ricorso per motivi aggiunti”. “Secondo l’ufficio – evidenzia il prof. Tigano – il decreto predetto sarebbe a sua volta superato dall’avvenuta adozione del nuovo piano tramite decreto dell’assessore regionale ai Beni Culturali n.90 del 23 ottobre 2019.

Il decreto del 23/10/2019 non contiene l’approvazione di un nuovo Piano paesaggistico per la provincia di Messina, bensì l’adozione di una nuova proposta di piano che andava seguita dall’approvazione vera e propria del nuovo piano”. Secondo il Comune di Castelmola appare “sicuramente più opportuno e si chiede formalmente che l’ufficio legislativo proponga al Cga di soprassedere all’emissione di un parere fino al momento in cui si avrà certezza dell’emanazione di un nuovo Piano paesaggistico per la provincia di Messina formalmente e definitivamente approvato dall’autorità competente”.

“Al di là di tutti gli aspetti giuridici ben argomentati, in termini precisi, dal nostro legale, prof. Tigano – spiega Russo – il problema è che il Piano paesaggistico di cui si parla rappresenterebbe un disastro per l’intero comprensorio. Non è un problema soltanto di Castelmola, i riflessi ambientali sarebbero pesanti per l’intero comprensorio, in termini di mancata tutela delle aree e per l’assenza di una visione del territorio che doveva essere preventivata con valutazione aderenti all’effettiva situazione delle nostre zone abitate”.

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