Antonio D'Aveni e Nello Musumeci
Antonio D'Aveni e Nello Musumeci

TAORMINA – L’opposizione insiste nel chiedere modifiche allo schema di statuto della Fondazione Taormina Arte Sicilia. “La riunione con il commissario Campo – afferma il consigliere Antonio D’Aveni – è stata serena e costruttiva. Il problema, tuttavia, non è se i componenti del Cda saranno poi 5 o 7 ma la quantità di posizioni previste nel Cda con la sproporzione tra quelli che andrebbero alla Regione. La precedente bozza ne prevedeva uno mentre adesso la Regione passerebbe ad avere 3 rappresentanti. Le posizioni lasciate vacanti dagli enti di Messina che garantivano la partecipazione della provincia e della zona ionica, andavano divise equamente tra Comune e Regione, ora unici “soci” della Fondazione. Invece con questo stato di cose tutto sarebbe ad appannaggio della Regione ed è uno squilibrio del tutto evidente. Si sostiene che la Regione mette i soldi e si dà ciò come motivazione e giustificazione di questo nuovo schema ma i soldi che mette la Regione rientrano in città, e nella fondazione, dai proventi del Teatro Antico, dove tra l’altro il Comune non percepisce più neanche quel 30% dei biglietti di ingresso che gli spettava in passato. Taormina mette il nome che ha una storia e un valore, ha conferito il bene (ex pretura), dà la disponibilità gratuita del Palacongressi, e mette a disposizione – sempre gratuitamente – gli spazi in città. Ringraziamo il commissario per questa audizione in commissione ed evidentemente non è lui a fare le valutazioni politiche ma Taormina non può essere ospite in casa propria e neanche portabandiera di una Fondazione che, visto questo statuto, potrebbe anche avere il nome di “Fondazione Palermo Sicilia”. Pertanto, ho chiesto di indire una riunione con gli assessori regionali per trovare la quadra e dare il giusto peso alla città di Taormina”.

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