Consorzio Rete Fognante
la sede del Consorzio Rete Fognante a Giardini Naxos

TAORMINA – L’emergenza sanitaria che ha messo in ginocchio i bilanci dei comuni rischia adesso, di riflesso, di infliggere il colpo di grazia al Consorzio Rete Fognante.

L’ente comprensoriale di cui sono soci Taormina, Giardini, Castelmola e Letojanni, in assenza di modifica dello statuto, ha una sola forma di entrata economica che è quella del versamento quote da parte dei comuni ma il buco nei conti del consorzio in tal senso si va consolidando. Al momento le quote non versate alla Rete Fognante si attestano sulla esorbitante somma di 3 milioni e mezzo di euro, e il timore fondato è che in una fase in cui i comuni sono tutti in difficoltà per le minori entrate dovute alla pandemia, con i bilanci dove si fa fatica a trovare delle risorse disponibili, il debito verso il Consorzio potrebbe intanto ulteriormente crescere in termini significativi.

Nonostante le difficoltà economiche, il Consorzio Rete Fognante proprio in questi giorni si e’ mosso per avviare un nuovo piano di interventi per garantire l’operatività degli impianti comprensoriali di depurazione con l’affidamento di alcuni lavori per il ripristino della funzionalità del Sedimentatore secondario della Vasca combinata della linea numero 2 nell’impianto di depurazione sud di Giardini.

Sulla situazione del Consorzio resta, tra l’altro, grande incertezza perché la Regione Siciliana ha chiesto di trasferire entro fine anno le attività all’Ati Idrico. I tempi per questa procedura si fanno sempre più stretti e nel frattempo non è stata ancora ricostituita l’assemblea del Consorzio dopo la revoca dei rappresentanti dei comuni disposta dai quattro sindaci. Quest’ultima vicenda, con riferimento alla presenza dei sindaci nel CdA, aveva portato ad un procedimento ispettivo da parte della Regione che ha poi “assolto” i sindaci con un chiarimento definitivo del caso.

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