la senatrice Urania Papatheu
“Nella giornata della violenza sulle donne, l’Italia deve riflettere e adoperarsi per mettere in campo tutti i necessari strumenti formativi  contro una mattanza che non si arresta e nel 2020 ha fatto altre 88 vittime. Dai dati sul femminicidio emerge un quadro drammatico: l’emergenza e il lockdown hanno triplicato gli omicidi, aumentano le segnalazioni e troppi casi rimangano non denunciati”. Lo ha dichiarato la senatrice Urania Papatheu, componente della Commissione Parlamentare sul Femminicidio, che in occasione del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, evidenzia la necessità di intensificare l’impegno dello Stato, a tutti di livelli, per contrastare e sconfiggere una barbarie quotidiana che quest’anno ha causato in Italia altre 88 vittime.
“Bisogna rafforzare l’impegno dello Stato – spiega la sen. Papatheu – con una rete capillare di centri anti-violenza e assistenza per i maltrattamenti nei territori ed incentivare la formazione dei cittadini sin da giovani, dotarsi di figure specialistiche per i casi di donne picchiate, violentate e ridotte a una inaccettabile condizione di prostrazione fisica e psicologica”.
“E’ un’emergenza sociale e culturale che chiama il Paese ad una grande battaglia in cui tutti devono fare la propria parte. Basta con questa barbarie, un Paese civile come il nostro ha l’obbligo di difendere le donne e non può accettare che questa strage diventi “normalità”. 

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