Eddy Tronchet

TAORMINA – Da Eddy Tronchet riceviamo e pubblichiamo una sua lettera aperta ai cittadini, al sindaco, agli assessori, ai consiglieri comunali della Città di Taormina.

“Il sindaco di Taormina – scrive Tronchet – ha difeso ieri in consiglio comunale l’indifendibile. All’ordine del giorno la richiesta dell’opposizione di discutere la ristrutturazione del “Semaforo” al Teatro Greco. Sgomento, indignazione, amarezza, i sentimenti prevalenti di chi ha assistito al dibattito tra i consiglieri comunali con tocco finale del sindaco in una surreale difesa dell’obbrobrio perpetrato dalle istituzioni di questo paese a danno della storia locale, dell’archeologia siciliana e della memoria storica di una nazione. Molto bene ha fatto l’opposizione a rimarcare le problematiche tecniche inerenti la ristrutturazione del piccolo edificio chiamato Semaforo adiacente il grande corridoio anulare della cavea del teatro sottolineando le contraddizioni e forse le responsabilità dell’ufficio tecnico del comune. Benissimo ha fatto il consigliere Antonio D’Aveni di minacciare un ricorso alla Procura della Repubblica”.

“Tuttavia la questione non è un muro abbattuto o qualche metro in più dell’alzato o un metro cubo in volumetria. Il Semaforo, piccolo edificio ai margini del teatro, con la sua storia, con i suoi eventi, luogo di memoria che guardava al mare, era soprattutto portatore di identità, custode e cuore di un’atmosfera che impregnava il visitatore di sensazioni indimenticabili. Nessuno lasciava quel luogo speciale del teatro greco senza un marchio indelebile di serenità e di contemplazione nel proprio essere. Un posto prediletto da tutti, nel quale ci si rigenerava, ci si conciliava con il mondo, grazie alla conoscenza del grandioso monumento alle spalle e alla proiezione verso un mare agitato o calmo sempre ricco di stimoli suggestivi che ciascuno elaborava e custodiva come uno scrigno prezioso e unico”.

“Tutto questo è stato spazzato via da un’Amministrazione incapace, da un gruppo di consiglieri comunali inqualificabili, da un sindaco le cui affermazioni pesano come macigni sulle sorti della città. Una scolaresca di qualunque parte d’Italia avrebbe argomentato la questione con maggiore dovizia e con conoscenze storiche adeguate di gran lunga superiori alle affermazioni proposte in aula dai consiglieri comunali di maggioranza nel tentativo di compiacere il sindaco conoscendo già la risposta di costui. Dopo i propositi confusi, inesatti, imprecisi dei consiglieri di maggioranza sfociati in vere baggianate indegne di loro medesimi, si alza il sindaco e prende la parola. Egli è cosciente della difficoltà dei suoi consiglieri di maggioranza, solitamente ben preparati su altri argomenti e tutti eccellenti professionisti nei rispettivi settori privati. Il sindaco sa che deve tirare su il morale della sua maggioranza che evidentemente percepisce lo stesso malessere della cittadinanza. Nei tentativi alquanto opinabili dei consiglieri Benigni, Faraci, Passalacqua e Brocato di giustificare l’accaduto con tesi traballanti e scarsamente convincenti, hanno comunque espresso il loro disagio davanti al fatto compiuto di uno scempio annunciato e che ha radici nelle decisioni della Regione Siciliana e nella accondiscendente sottomissione a quell’organo del comune di Taormina”. 

“Pertanto il sindaco si rivolge a loro, rammentando i compiti di ciascun ente, di ciascuna istituzione. Precisa le funzioni separate del Parco e della Soprintendenza. Questa tutela, l’altro valorizza! Poi conferma la sua scelta di avere appoggiato e comunque non ostacolato la trasformazione, lo sconvolgimento, la cancellazione di quel luogo. Egli comprende la frustrazione palese dei suoi consiglieri che vorrebbero un maggiore impegno nei confronti delle istituzioni. Fare sentire maggiormente le ragioni di una città che ormai non è più padrona di nulla che sulle questioni rilevanti non decide da decenni”.

“Ma il sindaco, mette in guardia i suoi, del pericolo di uno scontro istituzionale. Mai contro la Regione Siciliana, assolutamente no. Quindi per Bolognari bene hanno fatto la Soprintendenza, benissimo il lavoro della dott.ssa Tigano, per anni in Soprintendenza e oggi al Parco archeologico di Naxos che hanno, in un’appassionata difesa comune, creato un bar/caffetteria/ristorante in un luogo dove nessun altro mortale aveva toccato neanche una pietra”.

“La registrazione della seduta del Consiglio comunale di martedì 24 novembre 2020 dimostra senza ombra di dubbio la compiacenza del sindaco nel progetto eseguito al Teatro Antico di Taormina per conto della Regione Siciliana, della Soprintendenza di Messina e del Parco di Naxos”.

“Ormai è tardi, il posto è stato completamente travolto senza alcuna nobile giustificazione, contro il sentimento protettivo dell’intera cittadinanza taorminese, contro l’assoluto buon senso della società sensibile alle memorie storiche e gelosa dei propri luoghi di affezione. Si comprenderà in un futuro prossimo il motivo di tanto degrado, di tante aberrazioni perpetrate da enti pubblici con il compito della salvaguardia e della valorizzazione. Purtroppo sarà tardi. Peccato che l’opposizione di oggi non abbia reagito allora quando si trovava al posto di comando. Bene il ripensamento e soprattutto l’azione che permette di tutelare il Bene comune. Altri luoghi hanno rischiato di essere snaturati e in parte lo sono stati come l’hotel San Domenico che cambia sin troppo aspetto grazie ai vari nulla osta della Soprintendenza di Messina”.

“Oggi, cari amici, cari concittadini, rischiamo di perdere quel poco che ci è rimasto. Il nostro mare! Le nostre spiagge stanno per diventare dei veri porticcioli con tutto il loro carico di inquinamento, di liquami nauseabondi, di rifiuti abbandonati da centinaia di motoscafi e natanti sulle nostre rive. Il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (P.U.D.M.) votato all’unanimità dalla Giunta comunale con Delibera n° 256 del 27/08/2018, presenti il sindaco Mario Bolognari, l’assessore Francesca Gullotta, l’assessore Vincenzo Scibilia, l’assessore Giuseppe Caltabiano e l’assessore Andrea Carpita con tutti i pareri tecnici favorevoli, prevede ben otto/nove campi boe, corridoi di avvicinamento e aree di alaggio nelle spiagge di Villagonia (2 o 3), nella baia di Isola Bella (2), nella baia di Mazzarò (1 grande +1 di ridotte dimensioni), nella baia di San Nicola (1) e nella baia di Spisone (1). Le dimensioni sono enormi, ciascun campo boe è di 8.000,00 mq, con qualcuno più ridotto, con rispettivi corridoi di avvicinamento e aree di alaggio che devasterebbero definitivamente le nostre spiagge rendendole luoghi di dubbia balneazione e poco appetibili per la nostra clientela internazionale. II danno all’ecosistema marino è perfettamente quantificabile, l’impatto paesaggistico fuor di dubbio. Lo sconvolgimento dei fondali marini vincolati dalla Soprintendenza di Messina e dall’Assessorato Regionale ai BB.CC. e all’Identità Siciliana per la consistenza dei reperti archeologici e dei relitti antichi dalla Rada di Taormina alla baia di Spisone, sarebbe sciaguratamente compiuto. Con l’istallazione sul fondo marino di centinaia di corpi morti di cemento (ogni campo boe prevede almeno 30 e più corpi morti sul fondo, oltre ai corridoi di avvicinamento) si giungerebbe alla scomparsa definitiva di innumerevoli tracce del nostro passato, di documenti importanti per la ricostruzione della nostra storia privandoci in tal modo di imperdibili opportunità di sviluppo turistico in un mondo che apprezza la sostenibilità e le politiche legate al green deal”.

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