il sindaco di Taormina, Mario Bolognari

TAORMINA – “Gli argomenti da chiarire sono due. Il primo concerne le mie dichiarazioni sul tipo di operazione culturale ed economica fatta al Teatro Antico e quelle parole le riconfermo. Altra cosa, invece, è se nell’intervento specifico ci siano delle difformità o irregolarità come ipotizzato da qualche consigliere in aula, argomento sul quale non mi avventuro perché c’è stato un sopralluogo del Comune e due provvedimenti dell’ing. Massimo Puglisi che sospendono le autorizzazioni in attesa di chiarimenti. Io non sono per niente d’accordo con quello che ho sentito e aprire una guerra istituzionale tra Comune e assessorato ai Beni Culturali è sbagliatissimo. Nel 2010, quando a Taormina questi “signori” dormivano, è stato bandito tutto il pacchetto dei servizi aggiuntivi per il Teatro Antico, come è stato fatto per i siti archeologici della Sicilia e di tutta Italia. Si parla di servizi che riguardano un’offerta ai visitatori dei musei e dei siti archeologici che rappresentano l’abc, la base dell’offerta”. Lo ha dichiarato il sindaco Mario Bolognari sul discusso progetto riguardante i lavori in atto all’ex semaforo al Teatro Antico di Taormina.

“Non c’è un museo in Europa o fuori dall’Europa dove non ci sia la caffetteria. Chiamarla bar o ristorante sono chiacchiere. E’ una caffetteria dove si mangia. Nel mondo intero si mangia – ha spiegato il sindaco Bolognari -. A Parigi la gente visita il museo e poi si fa la fila per andare a mangiare qualcosa, anche nei musei piccoli. Perchè questo non si possa concepire anche a Taormina è veramente misterioso. Ed è un mistero come si faccia polemica dopo 9 o 10 anni, c’è chi si accorge ora di quella gara e di un bando che è stato pubblicato. Sono state fatte delle proposte, che sono pubbliche, ha vinto un raggruppamento di imprese, perchè ci vuole l’editore, quello che fa le pulizie, chi si occupa della pubblicità, chi si occupa della ristorazione, etc. E’ un pacchetto completo. Se da turista a Taormina e non trovo nulla al Teatro Antico, a quel punto cosa dovrei dire: ma che paese è questo? In una città dove c’è Un milione di visitatori all’anno, si deve dare un minimo di servizi. Il bando è stato fatto nel 2010, forse stavano dormendo tutti. Io questa operazione non la contesto, anzi la appoggio. Ho fatto un sopralluogo su questa materia con l’assessore alla Cultura, Samonà, abbiamo discusso con la dott.ssa Tigano, che ci ha spiegato cosa si stava realizzando e ci ha evidenziato che si stavano migliorando così i servizi resi ai visitatori. Io ho concordato e non credo che l’assessore Samonà possa smentire una storia pluridecennale, ricordandoci che prima del 2010 c’era stato un altro bando, un altro gara e un altro gestore dei servizi aggiuntivi. Quindi le mie dichiarazioni del tempo riguardavano questa specifica scelta. E che adesso un’associazione di imprenditori mi venga a dire che lì non si può fare il bar o il ristorante perché fa concorrenza agli operatori di Taormina è una cosa che non ha alcun senso logico. Anzi dovrebbero essere loro, a gran voce, chiedere che vengano migliorati i servizi al Teatro Antico. Non saranno i 50 o 100 cappuccini al giorno che mettono in discussione la concorrenza a Taormina”.

“La Soprintendenza – ha aggiunto Bolognari – si occupa della tutela ed esprime pareri sulla tutela dei beni culturali, il Parco non si occupa di tutela ma di valorizzazione dei beni ed è una cosa completamente diversa. Ma le due cose devono andare di pari passo, non è che una parte tutela bloccando tutto e l’altra per valorizzare stravolge tutto. C’è un dibattito importante che va avanti da tanto tempo e al Ministero dei Beni Culturali è stato affiancato anche il Turismo. La Regione è garante attraverso l’assessorato ai Beni Culturali sia delle politiche della tutela che di quelle di valorizzazione. Il Comune deve cercare di chiedere di più al Parco in termini di politiche di valorizzazione, senza che entrino in contrasto con la tutela. Il cosiddetto Semaforo era il semaforo – per chi non lo sapesse – utilizzato per segnalare dove bombardare il 9 luglio 1943, quindi il cambio di destinazione lo hanno già fatto durante la seconda guerra mondiale. Era destinato al restauro di reperti archeologici, di piccoli pezzi e li si cercava di ricostruire ad esempio un vaso: niente di particolarmente importante ma pur sempre gli unici reperti che sono rimasti a Taormina. Da lì può partire un nucleo per raccontare la storia della città antica. Ed è quello che io chiedo all’assessore Samonà e alla dott.ssa Tigano. Palazzo Ciampoli deve essere sede del museo regionale della storia della città antica di Taormina. E’ un qualcosa che oggi non c’è, spiegare la storia di Taormina è la cosa essenziale e che ha creato il turismo nel nostro territorio. I reperti che si trovano in altre strutture, fuori Taormina, necessitano che qui ci sia un museo regionale per poter venire qui o a Taormina non li rivedremo mai. Quindi basta con le polemiche, le sopraffazioni della Regione sono altre, sul fatto di verificare i metri cubi si vedrà ma la valenza culturale dell’operazione è fuori discussione. La dott.ssa Tigano merita rispetto, ha dimostrato di essere una persona seria e ricordiamoci che ha ereditato tutta questa vicenda; l’ha seguita con interesse e serietà, ha sempre avuto rispetto per le autorità comunali ed era disponibile a venire in audizione ma giustamente fa quello che le viene detto dal suo dirigente e non può avere mano libera. Non è accettabile che siano state dette cose ingenerose nei suoi confronti. La guerra alle Istituzioni non si fa, è una cosa scorretta e come pretendiamo rispetto per noi dobbiamo averne per gli altri”. 

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