Alle porte di dicembre l’emergenza Coronavirus continua ad affliggere l’Italia, con il bollettino quotidiano dei contagi e dei decessi che impone prudenza e con il dramma di tante attività che non sanno se e come potranno riaprire. Migliaia di famiglie lottano per resistere o anche solo per riuscire a mettere un pasto a tavola, intanto rimane un gran caos su aperture e chiusure ma soprattutto su ristori e aiuti, e nel secondo tempo di questo film horror che tarda a concludersi, è scattata la grande corsa alla vaccinazione con una battaglia senza esclusione di colpi tra le big pharma. Aspettando il vaccino che salverà il mondo e ci libererà da questa maledetta peste, intanto, c’è chi freme e spinge per il “tutto aperto” a Natale, per i cenoni, le spese a briglie sciolte e la movida. E nella gran cassa dei “talk show” che bombardano a tutte le ore sull’emergenza sanitaria si fa spazio pure la voglia – presumibilmente di chi non ha problemi economici – di andare sulle piste di sci.

Una riflessione, un interrogativo, probabilmente rende l’idea del vero problema da affrontare e del traguardo irrinunciabile che ora più che mai va messo nel mirino: siamo ancora nella seconda ondata della pandemia, e allora il Natale è sacro ed è un momento importante per tutti, ma vale la pena riaprire tutto e rischiare di fare come in estate con i contagi che risalgono e così poi andare incontro a una terza ondata ad inizio 2021?

Sulla vaccinazione si sta dicendo di tutto e il contrario di tutto, la qualsiasi cosa ma non ci sono certezze assolute sui tempi e sull’effettiva immunità che poi garantirà. E allora brutalmente si ritiene sia meglio l’uovo (l’effimero ritorno del tutti aperti a Natale) oggi o la gallina (il tentativo di un rilancio importante nell’estate 2021) domani?

Al Sud si vive di turismo e dopo un’annata terribile, adesso il 2021 diventa vitale per l’economia dei territori che hanno perso la quasi totalità dei consueti incassi. La stagione turistica che partirà in primavera, o magari già dopo Pasqua, è un appuntamento da non fallire, è un orizzonte di vita o di morte. Bisogna lottare per vincere questa seconda battaglia e sconfiggere definitivamente il Covid. Neutralizzate oggi il Coronavirus per puntare ad una grande ripartenza domani. Il Natale è una festa che ha un indubbio significato nella vita di tutti ma, in questo momento, siamo in guerra e le festività rischiano di diventare una trappola. A proposito: la salute e la sopravvivenza vengono prima anche dell’incalzante astinenza da piste da sci. Condivisibile appare la posizione del viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, speaker televisivo del governo: “Salviamoci dal virus, quest’anno non si scia”. Chi ha tutta questa esigenza può anche fare la valigia e andare all’estero. Buon viaggio, terza ondata no grazie.

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